Insorgono i gattiani: «Scelta sbagliata»

13 Settembre 2017

Il gruppo Futuro In chiedeva un rinnovamento del cda: «Ha deciso da solo, come sempre»

TERAMO. La città è sporca, la raccolta differenziata ha fatto un passo indietro, di progetti importanti non si ha notizia. E di fronte a questo bilancio fallimentare della Team il sindaco che fa? Invece di cambiare le carte in tavola vara un nuovo consiglio di amministrazione praticamente uguale a quello vecchio. È questo l’atto di accusa di Futuro In, il gruppo consiliare che fa capo a Paolo Gatti, nei confronti di Brucchi. Dopo l’ufficializzazione delle nomine i consiglieri hanno diffuso una nota in cui esprimono la propria «sorpresa» per la composizione «del nuovo/vecchio consiglio di amministrazione della Teramo Ambiente».
I consiglieri non intendono fare osservazioni sulle qualità professionali dei componenti del cda, ma di fronte ai discutibili risultati della Team dicono che «sarebbe stata opportuna una scelta di discontinuità». E invece il sindaco ha deciso per la continuità, una scelta fatta in perfetta solitudine, tanto che lo definiscono «l’uomo solo al comando», ma «per sua scelta», non perché gli alleati lo abbiano mollato. E, infatti, ricordano i consiglieri Giovanni Battista Quintiliani, Maurizio Salvi, Antonella De Luca, Francesca Di Egidio ed Emidio Di Matteo, «il sindaco Brucchi si è trovato a dover affrontare nel corso di questi anni una serie di crisi di maggioranza che hanno avuto, tutte, come comun denominatore, la doglianza, da parte di tutti i consiglieri, anche di quelli che per coscienza e coerenza hanno deciso di restare organici al progetto del 2014, della mancanza di condivisione nelle scelte di governance». Una condivisione che è mancata anchequesta volta, sulle nomine Team, cosi come «non vi è stata condivisione e non è condivisa la scelta sulle imminenti, sussurrate, ipotizzate, dimissioni dalla carica di sindaco».
Tuttavia, scrivono ancora i consiglieri gattiani, «rimaniamo disponibili, a scanso di equivoci e strumentalizzazioni, ad approvare quei provvedimenti utili e rilevanti per la città, a cominciare dal bilancio di previsione 2017, qualora il sindaco dovesse decidere di non rassegnare le proprie dimissioni». Che però, con le nomine contestate alla Team – e Brucchi presumibilmente si aspettava che sarebbero state contestate dai suoi – sembrano sempre più inevitabili.(e.a.)
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