Intensificati i controlli sulla comunità dei rifugiati

6 Dicembre 2015

MONTORIO. E’ il momento dell’analisi. E non solo dei documenti sequestrati nel blitz disposto dalla procura distrettuale antimafia e antiterrorismo dell’Aquila ed eseguito dai carabinieri del reparto...

MONTORIO. E’ il momento dell’analisi. E non solo dei documenti sequestrati nel blitz disposto dalla procura distrettuale antimafia e antiterrorismo dell’Aquila ed eseguito dai carabinieri del reparto operativo provinciale agli ordini del maggiore Massimiliano De Luca. Ma anche di tutto il materiale informatico sequestrato, a cominciare dai telefonini. Parte sarà esaminato dai Ros dell’Aquila e parte sarà inviato alla sezione di Roma. In alcuni casi, infatti, sarà necessario un intervento particolare per evitare che entri in funzione l’applicazione che cancella i contenuti se non si inserisce una password.

Solo alla fine di queste operazioni si saprà se i 19 denunciati per falsità materiale hanno un coinvolgimento con il terrorismo islamico o se i documenti falsi erano usati solo per attestare la provenienza da Paesi in cui sono in atto persecuzioni politiche, utili quando la pratica di ognuno sarà all’esame della commissione per il riconoscimento della protezione internazionale di Ancona. Comunque sia, in attesa che la posizione dei 19 afgani e pakistani si chiarisca, i carabinieri hanno intensificato i controlli alla piccola comunità di profughi a Montorio. Peraltro non è detto che l’operazione si ripeta in altri centri che ospitano rifugiati, come Castelli o Torricella. Infatti il blitz, chiamato “Screenshot”, è partito da una indagine del nucleo informativo provinciale dei carabinieri specifica sui profughi di Montorio.