Intervista via Skype all’esperto dell’Isis

Giulianova, gli studenti del liceo Curie fanno domande sul terrorismo islamico al giornalista Rashid
GIULIANOVA. Qual è la differenza tra Isis e al-Qaeda? Gli attacchi terroristici, come quello avvenuto un mese fa a Parigi al giornale Charlie Hebdo, possono limitare la libertà di stampa? Ma, soprattutto, c’è pericolo concreto di un attentato in Italia? A rispondere alle domande degli studenti del liceo scientifico “Marie Curie” di Giulianova è stato, tramite Skype, il giornalista anglo-pakistano Ahmed Rashid, autore di “The Talebans” e editorialista di Washington Post, New York Times, Cnn, Bbc.
«Lo Stato islamico», ha commentato Rashid, le cui parole sono state tradotte dalle studentesse Gaia Raddadi e Francesca Ramoni, «è una minaccia peggiore di al-Qaeda. L’Isis è il peggior gruppo estremista islamico. Allo Stato islamico non interessa, come ad al-Qaeda, realizzare attentati spettacolari in Europa o Usa; detiene molti ostaggi occidentali: al momento, questa è la loro vera arma contro Stati Uniti e Unione europea». Il pensiero di molti studenti, però, è rivolto al pericolo che l’Isis rappresenta. «E’ più pericoloso un attacco dell’Isis o la paura che esso provoca?», ha chiesto Raffaele Ferrante. Secondo il giornalista non ci sono dubbi: un attacco è molto più pericoloso della semplice paura. L’Isis, infatti, ha spiegato Rashid, è un’organizzazione che, a differenza dei Talebani, non opera solo all’interno del proprio territorio ma è coinvolta in complotti esterni.
Francesca Ramoni è entrata nel vivo della cronaca e ha chiesto, riferendosi all’attentato del giornale satirico: «Come si collocano gli ultimi avvenimenti nel dibattito sulla libertà di stampa?». «Questo atto è stato condannato da tutto il mondo, compresa la comunità islamica», ha risposto il giornalista, che scrive anche per l’Internazionale, «ma invito a coltivare una maggiore sensibilità verso le religioni altrui e la sensibilità altrui. Il concetto di libertà di stampa non è equivalente in tutto il mondo, non credo che si possa mai arrivare ad un concetto univoco». Pietro Beccaceci, invece, rappresentante degli studenti, ha chiesto se l’Italia potrebbe essere uno degli obiettivi dei terroristi, ipotesi smentita da Rashid, visto che l’Isis ha più influenza sul mondo medio orientale, dove regnano instabilità e caos. «Eventi di questo genere», ha dichiarato il preside Luigi Valentini, «ci aiutano a promuovere un tipo di insegnamento basato sull’esperienza». (m.t.)
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