Intesa con l’Ufficio speciale La ricostruzione può partire

18 Ottobre 2017

Definiti i ruoli: il Comune rilascia le autorizzazioni, l’Usr ammette i progetti Acceso dibattito sulla situazione finanziaria, critiche alla vendita della rete gas

TERAMO. La ricostruzione può partire davvero. Con l'approvazione nella seduta consiliare di ieri della convenzione tra il Comune e l'Usr, l'Ufficio speciale diretto da Marcello D'Alberto, si è conclusa la fase preliminare all'avvio degli interventi sulle abitazioni inagibili A sottolineare questo passaggio è stato l'assessore Alfonso Di Sabatino illustrando il provvedimento in aula. La sua relazione ha riguardato aspetti tecnici dell'atto, che è stato approvato all'unanimità proprio perché si è trattato di un adempimento burocratico, ma ne ha rimarcato l'importanza proprio per sbloccare le procedure connesse alla ricostruzione privata a oltre un anno dalle prime violente scosse. Nella convenzione infatti sono stabilite le competenze del Comune, che si occuperà del rilascio delle autorizzazioni per i lavori, e quelle dell'Ufficio speciale per la ricostruzione, a cui spetterà il compito di verificare la congruità dei progetti e di ammetterli ai finanziamenti.
Definiti i rispettivi ruoli, dunque, i due enti possono procedere all'esame delle pratiche inserite nella piattaforma telematica che raccoglie i progetti di recupero delle abitazioni lesionate. Dall'opposizione sono arrivate solo due annotazioni alla delibera: Flavio Bartolini (Pd) ha chiesto di privilegiare gli interventi sugli immobili che hanno riportato danni meno gravi e possono essere riparati in tempi brevi, mentre Gianguido D'Alberto ha sollecitato un'accelerazione su altri adempimenti a carico del Comune come la perimetrazione e la microzonazione sismica. Più discussa, anche se non ha richiesto votazione da parte del consiglio, è stata la nota inviata dalla Corte dei conti sul bilancio e in particolare il richiamo a contenere l'anticipazione di cassa, che ha spinto il Comune a uno scoperto sul conto corrente bancario di oltre 15 milioni di euro. Per contenere il flusso di denaro che l'amministrazione riesce a restituire solo in parte, Di Sabatino ha illustrato una serie di misure da adottare nei prossimi due anni. Negli ultimi sette anni l'importo dell'anticipazione di cassa è triplicata, ma secondo l'amministratore può tornare entro il limite ritenuto fisiologico di tre milioni annui.
Il disavanzo sarà in gran parte colmato con la privatizzazione della rete del gas, che frutterà almeno dieci milioni, la vendita d'immobili, la rinegoziazione dei Boc, i buoni ordinari comunali, e il recupero di somme dovute da altri enti. Per D'Alberto la situazione del bilancio resta comunque drammatica. Dubbi sulla vendita della rete del gas sono stati espressi da Angelo Puglia (Al centro per Teramo) e da Paola Cardelli che ha invitato l'amministrazione a incassare gli 1,2 milioni per l'uscita dal Mote prima di dismettere le partecipazioni al Cope e alla farmacia comunale.
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