Invalido ottiene il montascale dopo 10 anni

15 Dicembre 2020

Pineto, non poteva salire da solo la scalinata della casa popolare. «Ora i vertici Ater sono sensibili»

PINETO. «Questo sarà un Natale diverso e finalmente potrò uscire di casa senza problemi». E’ la storia a lieto fine di G.M. 75 enne di Pineto che da oltre 10 anni lotta contro la burocrazia per ottenere l’installazione di un montacarichi nella casa popolare assegnatagli dall’Ater di Teramo.
Un sogno che si è avverato solo lo scorso 9 dicembre. L’anziano ha l’impossibilità a camminare normalmente e non può fare le scale di casa se non aiutato dai suoi famigliari. Racconta: «Sono invalido civile al 100%, ho sei ernie e altre complicanze che mi impediscono di avere una corretta deambulazione, posso muovermi solo per brevi tratti con l’aiuto di sostegni sanitari dato che ci sono due rampe di scale da fare per raggiungere l’appartamento in cui vivo. E, per me sono insormontabili. Ogni volta che devo andare solo dal dottore devo chiamare l’ambulanza. Ho questo problema dal 2010, nel 2015 uno spiraglio, con lo stanziamento dei contributi dalla Regione Abruzzo per l’abbattimento delle barriere architettoniche. Tramite l’Ater ho chiesto con apposita domanda subito l’installazione di un montascale. Da allora non ho mai ricevuto un riscontro nonostante decine e decine di solleciti».
Lo scorso 22 giugno i figli di G.M. hanno voluto parlare direttamente con i vertici dell’Ater, con la presidente Maria Ceci ed con il segretario Massimiliano Tarquini. «Entrambi con tempismo e forte spirito sociale hanno reso possibile che mi venisse riconosciuto un diritto sacrosanto, completamente disatteso dai precedenti presidenti e dirigenti di tale istituto. Tale fatto», conclude G.M., «dimostra che nell'ambito delle pubbliche amministrazioni oltre alle competenze, occorre avere una spiccata sensibilità interiore». ( d.f.)
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