Investì il rivale ma non voleva ucciderlo

23 Giugno 2015

Chiusa l’inchiesta sulla morte del rosetano Natalini, per il pm non è stato un omicidio volontario ma preterintenzionale

ROSETO. Voleva fargli male. Non ucciderlo, ma sicuramente investirlo con la macchina forse per vendicarsi di vecchie questioni. E’ con questa ricostruzione che il pm Davide Rosati chiude l’indagine sulla morte del 52enne commerciante rosetano Roberto Natalini e alleggerisce la posizione dell’unico indagato che passa dall’iniziale contestazione di omicidio volontario aggravato dai motivi futili e abbietti a quella di omicidio preterintenzionale.

Al 39enne rosetano Alessandro Bacchetta (assistito dall’avvocato Cataldo Mariano) il pm contesta anche l’ipotesi di reato di calunnia. Secondo la procura l’uomo, nella prima telefonata fatta alla polizia per avvertire dell’investimento dopo la fuga, avrebbe detto che al volante della vettura c’era sua madre e non lui.

Secondo la consulenza affidata dal pm e le indagini eseguite dalla polizia stradale, che si sono avvalse anche dalle immagini catturate da alcune telecamere in funzione sulla statale 16, la sera dell’incidente Natalini era in sella alla sua bicicletta e viaggiava sulla strada senza zigzagare. L’auto guidata da Bacchetta, secondo il pm, ad un certo momento avrebbe deviato verso la bici. Un’accusa, quella della procura, che dovrà passare al vaglio dell’udienza preliminare qualora il pm dovesse decidere per la richiesta di rinvio a giudizio e, qualora il gup decidesse per il processo, all’esame del dibattimento.La tragedia si consumò in pochi minuti la sera del 10 settembre del 2013 quando Natalini, che stava percorrendo con la sua bicicletta la statale 16 nel centro di Roseto, fu investito da un'auto guidata dal 39enne commerciante. Che dopo essere fuggito si presentò spontaneamente dai carabinieri qualche ora dopo. Indagato inizialmente per omicidio colposo, vide poi aggravarsi la sua situazione con il pm Rosati che gli contestò l'omicidio volontario aggravato dai futili motivi. Questo perchè tra l’investitore e l’investito ormai da tempo i rapporti erano pessimi con denunce e litigi continui alcuni dei quali finiti già in tribunale. Inizialmente, dunque, per la pubblica accusa l’uomo avrebbe investito l’ex mobiliere con l’intenzione di uccidere. Forse per vendicarsi del passato, delle tante liti scoppiate per diversi motivi. Ma nel corso delle indagini sarebbero emersi ulteriori particolari che hanno spinto il pm titolare del fascicolo, nell'avviso di conclusione delle indagini, a rivedere il capo di imputazione con il 38enne che dovrà dunque rispondere di omicidio preterintenzionale. Bacchetta, nel corso dell’interrogatorio subito dopo la prima contestazione, aveva negato ogni intenzione di voler uccidere e aveva parlato di una drammatica disgrazia.(d.p.)

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