Investigatrice privata a processo per aver spiato il pc di un marito

30 Gennaio 2020

TERAMO. È finita a processo per truffa ed estorsione dopo la denuncia di una cliente che nel 2015 l’aveva incaricata di accertare una presunta infedeltà coniugale del marito, ma anche per accesso...

TERAMO. È finita a processo per truffa ed estorsione dopo la denuncia di una cliente che nel 2015 l’aveva incaricata di accertare una presunta infedeltà coniugale del marito, ma anche per accesso abusivo di un sistema informatico per aver spiato il computer dell’uomo. Si tratta di Lucia Zilli, titolare di un’agenzia investigativa ad Alba Adriatica. Nel corso dell’udienza che si è svolta ieri mattina davanti al giudice monocratico Domenico Canosa sono state ascoltate come testi la donna che ha presentato la denuncia e la figlia. La prima, parte lesa nella truffa, risponde in concorso con l’investigatrice del reato di accesso abusivo a un sistema informatico (reato di competenza della Procura distrettuale). «Agendo in concorso tra loro», si legge a questo proposito nella richiesta di rinvio a giudizio, «installando la Zilli, titolare dell’agenzia investigativa, con il consenso e l’aiuto della donna (che l’aveva incaricata di investigare sul marito per una presunta infedeltà coniugale) un dispositivo che consentiva di intercettare le chat intrattenute da quest’ultimo nonchè esercitare un controllo nel momento in cui il Pc veniva utilizzato».
Per quanto riguarda le accuse di truffa ed estorsione contestate all’investigatrice, così si legge nella richiesta di rinvio a giudizio: «Dopo aver percepito la somma di 2mila euro per la copertura delle prime spese, approfittando dello stato emotivo di fragilità e prostrazione della donna, postulando la necessità di operare particolari approfondimenti con l’utilizzo di figure professionali specializzate non rivelabili per ragioni di sicurezza, si faceva consegnare la ulteriore somma di 1300 euro e successivamente con minacce consistite nel prospettare possibili conseguenze penali, quale complice, per l’attività di investigazione sino allora svolta e che avrebbe riferito dell’attività di indagine al marito e ai suoi familiari».
Si torna in aula nel mese di aprile con altri testi.(d.p.)
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