Investì il rivale, condannato a tre anni

21 Ottobre 2016

La sentenza per la morte del mobiliere Natalini: per il giudice fu un incidente e Bacchetta non lo travolse di proposito

ROSETO. Tre anni dopo quella tragica serata di settembre una sentenza di primo grado stabilisce che fu un incidente stradale. Per il giudice nessun omicidio preterintenzionale, nessuna vendetta per annose contese, ma solo una drammatica casualità. E’ con questa ricostruzione che il gup Domenico Canosa ha derubricato in omicidio colposo – con una condanna a tre anni e rigetto delle parti civili (già risarcite dall’assicurazione) – il reato contestato a Alessandro Bacchetta, il 41enne tatuatore rosetano che il 10 settembre del 2013 era alla guida della macchina che investì e uccise il 52enne commerciante Roberto Natalini.

Bacchetta (assistito dagli avvocati Cataldo Mariano e Annalisa Caschera) era finito a processo (e aveva scelto il rito abbreviato) accusato di omicidio preterintenzionale perchè secondo il pm Davide Rosati quella sera voleva fare del male a Natalini. Non ucciderlo, ma sicuramente investirlo con la macchina per vendicarsi di vecchie questioni. Un’accusa pesante per cui Rosati ieri in aula ha chiesto una condanna ad otto anni ed otto mesi contestando anche il reato di calunnia. Per la procura, infatti, l’uomo, nella prima telefonata fatta alla polizia per avvertire dell’investimento dopo la fuga, aveva detto che al volante della vettura c’era sua madre e non lui. Secondo le consulenze affidate dal pm e le indagini eseguite dalla polizia stradale, che si sono avvalse anche dalle immagini catturate da alcune telecamere in funzione sulla statale 16, la sera dell’incidente Natalini era in sella alla sua bicicletta e viaggiava sulla strada senza zigzagare. L’auto guidata da Bacchetta, sempre secondo il pm, ad un certo momento avrebbe deviato verso la bici. Una ricostruzione che, evidentemente, davanti al giudice non ha retto. Quella sera la tragedia si consumò in pochi minuti quando Natalini, che stava percorrendo con la sua bicicletta la statale 16 nel centro di Roseto, fu investito dall’auto guidata dal commerciante. Che dopo essere fuggito si presentò spontaneamente dai carabinieri qualche ora dopo il fatto per raccontare. Indagato inizialmente per omicidio colposo, vide poi appesantirsi la sua situazione con il pm Rosati che gli contestò l'omicidio volontario aggravato dai futili motivi. Questo perchè tra l’investitore e l’investito ormai da tempo i rapporti erano pessimi con denunce e litigi continui alcuni dei quali finiti già in tribunale. Inizialmente, dunque, per la pubblica accusa l’uomo avrebbe investito l’ex mobiliere con l’intenzione di uccidere. Forse per vendicarsi del passato, delle tante liti scoppiate per diversi motivi. Ma al termine delle indagini preliminari il pm, nell'avviso di conclusione delle indagini, ha rivisto il capo di imputazione contestando l’omicidio preterintenzionale. Bacchetta, nel corso dei vari interrogatori, ha sempre negato ogni intenzione di voler uccidere parlando di una drammatica disgrazia. Così l’avvocato Mariano dopo la sentenza: «Ho apprezzato il pm nella sua requisitoria perchè si è rivelata persona preparata e corretta, come sempre. Ho apprezzato la decisione del giudice, rispondente alle risultanze processuali, che non si è fatto assolutamente condizionare dal fattore umano ed emozionale. Si è dimostrato uomo di diritto. In questo momento il nostro pensiero va alla memoria della vittima e ai suoi familiari».

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