«Io sfollata e ora anche isolata»

Le assegnano una casa da cui non si accede alla fermata del bus
TERAMO. Prima il trauma di dover abbandonare la propria abitazione a Villa Ripa, danneggiata dal sisma, poi il trasferimento in autonoma sistemazione a San Nicolò e infine il disagio, una volta partecipato al bando del Comune per l'assegnazione delle case acquistate dalla Regione agli sfollati, di dover andare a vivere in una zona, a Colleparco, a oggi non servita dal trasporto pubblico, con tutti i problemi che ne derivano. La signora Berta Grossi spiega come in realtà, poco distante dalla palazzina dell'Ater interessata, ci sarebbe una fermata dell'autobus, ma per i residenti di via Balzarini raggiungerla è impossibile: la relativa strada d'accesso è chiusa per via di un cantiere. E le famiglie che abitano nella palazzina dell'Ater sono costrette, se vogliono prendere un mezzo pubblico, a fare un giro lunghissimo, con forti disagi soprattutto per gli anziani.
«Quando ho partecipato al bando del Comune, potendo esprimere tre preferenze, avevo indicato tre zone più centrali e più servite in quanto ho una bimba piccola e non ho l’auto», racconta la signora, «invece mi hanno assegnato l'alloggio qui a Colleparco, davanti all'università. Il problema è che la strada principale per arrivare al palazzo e che dà accesso alla fermata del bus è chiusa perché c'è un cantiere e arrivarci in altro modo è praticamente impossibile. Di fatto siamo senza servizio di trasporto pubblico e scolastico». Un problema che avrebbe fatto presente sia al sindaco che alla Protezione Civile. «Mi era stato detto che avrebbero trovato una soluzione», conclude, «ma a oggi non è così. Vorrei sapere come devo fare a portare mia figlia a scuola o andare a fare la spesa. E la stessa cosa vale per i tanti anziani che abitano qui». (a.m.)

