Ipersimply, si cercano nuovi investitori

27 Settembre 2018

Trattativa in Provincia: Sma-Auchan è irremovibile sui trasferimenti ma è disposta a riconsegnare la licenza commerciale

TERAMO. Ipersimply, più di tre ore di trattativa in Provincia fra i vertici del gruppo Sma-Auchan e il presidente vicario della Regione Giovanni Lolli, il presidente della Provincia Renzo Di Sabatino e un delegazione del Comune con a capo il sindaco Gianguido D’Alberto. L’unica certezza emersa è la messa a disposizione da parte del gruppo Auchan della licenza commerciale.
Una circostanza che consente alle istituzioni di avviare una fase di scouting alla ricerca di un nuovo soggetto imprenditoriale che riassuma i 53 lavoratori. Lontane, invece, le posizioni fra azienda e sindacati sul piano dei trasferimenti giudicato “irricevibile” .
«Nei trasferimenti», dichiarano Emanuela Loretone (Filcams Cgil) e Luca Di Polidoro (Fisascat Cisl), «l’azienda non ha rispettato criteri di legge tenendo conto solo di esigenze produttive. Contestiamo sia i criteri con cui sono state scelte le persone, ma soprattutto i luoghi individuati: ben oltre i 50 chilometri di legge. Questo significa nei fatti che l'azienda vuole fare dei licenziamenti mascherati. Situazione peggiorata dall’indisponibilità a prevedere forme di rimborso: hanno previsto forme di aumento orario di lavoro (4 ore per i part time trasferiti in Abruzzo e ad Ascoli e 6 per quelli che vanno fuori): così non si coprono le spese minimamente. L’incentivo all'esodo, poi, è risibile: 6 mensilità più il preavviso». Sulla possibilità di ottenere la cassa integrazione per cessazione di attività i sindacati sono cauti: «Aspettiamo il decreto del governo che la ripristina». La chiusura, prevista per il 29, intanto si avvicina: le ultime due ore di presenza nello storico ipermercato di Piano d’Accio i lavoratori le trascorreranno in assemblea sindacale. E la prossima settimana Lolli risentirà l’azienda per fissare un nuovo incontro.
I lavoratori, riuniti sotto alla Provincia in presidio, spiegano che cosa significa un trasferimento lontano da casa. «Io sono part time come le altre colleghe e pure invalida e mi trasferiscono a Fabriano, a 190 chilometri», commenta Rosanna Gagliardi, «con me ci sarà un’altra collega invalida come me. Ci mettono nelle condizioni di licenziarci». «Io dovrei andare a Porto Sant’Elpidio», aggiunge Roberta De Patre, «sono invalida e ho pure la 104 perchè assisto mia madre allettata. Che dovrei fare secondo loro, buttarla dal balcone? Hanno trasferito a Porto Sant’Elpidio anche un altro collega invalido come me, Maurizio Napolitano: è tutto studiato apposta».
La speranza è che qualcuno rilevi l’attività. «La comptatezza della filiera istituzionale, l’impegno di Regione, Comune e Provincia, in casi come questo, risulta determinante e tonerà molto utile nella ricerca di nuovi investitori», commenta il presidente Di Sabatino.
Anche D’Alberto, condivide la speranza che venga ripristinata la cassa integrazione che darebbe una boccata d’ossigeno ai lavoratori e concederebbe anche «alle istituzioni quel tempo che è sempre mancato in questa trattativa e che invece è estremamente funzionale per una reindustrializzazione del sito commerciale, attirando nuovi investitori. Ritengo comunque positivo che l'azienda abbia confermato l'intenzione di lasciare nel territorio la licenza, aprendo così qualche spiraglio di speranza per il futuro dei lavoratori e consentendo alle istituzioni di puntare sulla città di Teramo quale nucleo centrale per la loro ricollocazione».