Ipofisi, team per operare in endoscopia i tumori

Tecnica innovativa messa in campo dalle equipe di neurochirurgia e otorino Intervengono dal naso anche su patologie della base del cranio e del rinofaringe
TERAMO. Un team chirurgico in grado di fare interventi innovativi in endoscopia su tumori dell’ipofisi, del basicranio e del rinofaringe. L’ossatura del team è costituita dalle equipe di neurochirurgia e di otorinolaringoiatria del Mazzini.
E quindi ora è possibile trattare in maniera poco invasiva, in pratica entrando con l’endoscopio dal naso, patologie della regione ipofisaria, del basicranio anteriore (cioè della porzione ossea del cranio che entra in relazione con la colonna vertebrale) e del rinofaringe (la parte superiore della faringe, posta tra la volta faringea e la faccia superiore del palato molle).
«La stretta collaborazione tra le unità operative complesse di neurochirugia e di otorinolaringoiatria», spiegano i primari Danilo Lucantoni (della prima) e Pietro Romualdi (della seconda), «ha reso possibile la realizzazione di questo team che con tecniche esclusive endoscopiche, quindi meno invasive rispetto al passato, consente di affrontare con sicurezza queste patologie. Il team che ha già trattato numerosi casi clinici, è costituito dai neurochirughi Corrado Lucantoni e Beniamino Nannavecchia e dall'otorinolaringoiatra Franco Brandimarte, i quali tramite percorsi formativi dedicati hanno maturato le giuste competenze nel settore della endoscopia con la collaborazione anche di medici endocrinologi dell’ospedale teramano».
La nuova tecnica operatoria, spiegano i due medici, comporta minori rischi per il paziente: il rischio di complicanze è più basso e il recupero più veloce.
Una delle malattie forse più conosciuta che si può trattare con questa tecnica è l’adenoma dell’ipofisi, che può colpire anche pazienti giovani e che alla fine può coinvolgere anche il cervello e i nervi ottici. Non a caso al Mazzini sono stati trattati dal team chirurgico anche pazienti giovani. Di solito si cerca di aggredire la malattia con una terapia ormonale, Ma quando questi adenomi sono resistenti alle terapie ormonali di sostituzione devono essere operati. E questa è una tecnica mini invasiva che consente di correre minori rischi. Basilare al riguardo – sottolineano Romualdi e Lucantoni – il supporto degli endocrinologi che selezionano i pazienti e consentono di trattare a 360 gradi questa malattia. Ovviamente il team non tratta solo adenomi dell’ipofisi, ma fra le varie patologie anche tumori del basicranio come i meningiomi, oppure carcinomi del rinofaringe, che sono meno diffusi e conosciuti, ma altrettanto pericolosi.
Tutto questo, ovviamente – concludono i due primari – è stato possibile grazie alla collaborazione dei vertici Asl che hanno acquistato un endoscopio molto sofisticato.
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