Ipotesi Ruffini per le comunali del 2024

L’ex presidente della Provincia pacificherebbe l’area di centrosinistra spaccata tra Rossi e Lattanzi
MOSCIANO. Claudio Ruffini, dopo una lunga parentesi di riposo, potrebbe tornare nella mischia politica. Tante, troppe voci si rincorrono per le vie di Mosciano secondo le quali, nella primavera del 2024, Ruffini potrebbe essere designato quale candidato sindaco per la lista “Mosciano Democratica” tentando così di succedere a Giuliano Galiffi che, come dispone la legge elettorale, ha esaurito i due mandati consecutivi a disposizione. L’ex presidente della Provincia di Teramo tornerebbe alle origini, visto che la sua carriera di amministratore pubblico è iniziata proprio dai banchi del consiglio comunale di Mosciano dove divenne poi primo cittadino. Ruffini è stato anche sindaco di Giulianova, consigliere regionale e braccio destro del governatore D’Alfonso prima di dedicarsi per passione all’agricoltura a chilometri zero.
A Mosciano, inutile nasconderlo, si percepisce una certa fibrillazione nel centrosinistra. Soprattutto da quando Mirko Rossi, diventato assessore, ha incassato la carica di vice sindaco di cui Galiffi ha privato Luca Lattanzi, rimasto semplice componente di giunta. A dire il vero Lattanzi, salvo qualche timida esternazione, si è comportato da uomo di partito. Nel senso che è rimasto nei ranghi, non ha sbraitato e continua stoicamente a votare con la maggioranza. Ma la brace arde sotto la cenere e i supporter del docente hanno mal digerito la scelta operata da Galiffi, probabilmente indotto alla scelta da pressioni politiche esterne. Con un quadro siffatto, la lista di “Mosciano Democratica” dovrebbe affrontare la competizione elettorale del 2024 con una spaccatura interna evidente. Secondo quanto indicato da Galiffi la candidatura a sindaco sarebbe costruita su Rossi, con Lattanzi relegato a gregario. Un equilibrio difficile da mantenere. Ecco allora che qualcuno sta pensando a un rimedio. Con la scelta di Ruffini, elemento equidistante e benvoluto dalla comunità moscianese, si eliminerebbe qualsiasi tipo di dissidio e di criticità. Un po' come accadde nel 2004 a Giulianova, quando Ruffini fu candidato a sindaco dal Pd vincendo al primo turno con una maggioranza bulgara. (al. al.)
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