Ipsia Pagliaccetti, ok al progetto per la nuova sede antisismica

GIULIANOVA. Arriva una nuova location per l’istituto professionale “Pagliaccetti” attualmente ospitato all’interno dell’istituto tecnico dopo la dichiarata inagibilità della vecchia sede sul lato est...
GIULIANOVA. Arriva una nuova location per l’istituto professionale “Pagliaccetti” attualmente ospitato all’interno dell’istituto tecnico dopo la dichiarata inagibilità della vecchia sede sul lato est di via Gramsci. La Provincia di Teramo ha comunicato infatti di aver approvato il progetto di fattibilità tecnica ed economica per la realizzazione del nuovo Ipsia “Pagliaccetti” che sarà delocalizzato su terreni di proprietà dell’ente tra il liceo scientifico e l’Iti. L’investimento previsto è di 9 milioni e 100mila euro ed è stato candidato a finanziamento con i residui del fondo “Sisma 2009”.
La vecchia struttura, assieme a quella della scuola media, è stata dismessa nel 2017 in seguito alle verifiche di vulnerabilità sismica da cui scaturì un indice piuttosto preoccupante. Con tale realizzazione verrebbe a formarsi un unico polo scolastico tecnico-scientifico delle superiori di poco distanziato dall’istituto alberghiero. «Un lavoro importante con un progetto che prevede il massimo dell’innovazione in termini di risparmio di consumo energetico e di antisismica», commenta il consigliere provinciale delegato all’edilizia scolastica Luca Frangioni, «spazi, aule, laboratori tutto è concepito pensando al benessere della comunità scolastica che trascorre molto del suo tempo all’interno della struttura e dove, ovviamente, anche se pensato prima dell’emergenza Covid, non ci sarebbe alcuna difficoltà a rispettare norme di distanziamento sociale. Naturalmente adesso c’è da impegnarsi per farlo approvare, diciamo che partiamo da ottimi presupposti vista la qualità dell’idea progettuale e la circostanza che il Pagliaccetti figurava già nella richiesta dei finanziamenti del 2009 e fu l’unico a non essere approvato in quanto allora aveva una bassa priorità. In quel fondo ci sono residui disponibili e dopo la chiusura per inagibilità i presupposti sono completamente mutati. Nonostante questa emergenza l’ente non solo non ha mai smesso di lavorare».
Alfonso Aloisi
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