Ironico «grazie» al sindaco del comitato anti-rumore
ALBA ADRIATICA. Le richieste di controlli tardive del sindaco e l’Arta che non arriva mai a misurare i decibel della movida: l’indignazione dei residenti sul lungomare di Alba Adriatica non era solo...
ALBA ADRIATICA. Le richieste di controlli tardive del sindaco e l’Arta che non arriva mai a misurare i decibel della movida: l’indignazione dei residenti sul lungomare di Alba Adriatica non era solo prevedibile, ma anche scontata, dopo la notizia della palestra del centro città sanzionata per il mancato rispetto dei limiti del rumore dal sindaco Tonia Piccioni a seguito dei rilievi di maggio e della relazione di giugno dell’Arta. La notizia, infatti, stona non poco con la mancanza assoluta di controlli fonometrici tra i locali della movida estiva del lungomare albense, nonostante siano infinite le segnalazioni e le richieste di rilievi dei decibel inviate al Comune dai cittadini negli ultimi anni. Così il neonato comitato contro la movida irregolare è tornato a polemizzare.
Scrive alla Piccioni il comitato guidato da Carlo Tribuiani: «Nel ringraziarla per aver arricchito la nostra collezione di ben tre lettere da lei inviate all’Arta al fine di ottenere la miseria di un rilievo fonometrico nelle date 16 giugno, 21 luglio e 18 agosto e con risultati meno che nulli, speriamo di non deludere le sue aspettative instillandole il sospetto che avrebbe ottenuto gli stessi risultati inviando le medesime richieste a Babbo Natale. Il riferimento cronologico è tutt’altro che casuale, perché considerando i macchinosi iter burocratici ed i biblici tempi d’azione dell’agenzia (sempre ammesso che si degni di concedere un segno tangibile della sua esistenza, circostanza finora illusoria) dubitiamo che il Comune potrebbe disporre la sospensione di fare musica a Natale». E poi: «Vogliamo esprimere la massima solidarietà al gestore della palestra, perché unico tapino a essere sanzionato in una cittadina dove vige il culto del rumore e dove i balneatori trasformano i locali in discoteche con la certezza pressoché assoluta della mancanza di controlli».
Luca Tomassoni
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