«Irpef, restituzioni più diluite»
I residenti nel cratere protestano perché 24 rate sono poche
CASTELLI. «Restituire l’Irpef non versata nel 2017 in massimo 24 rate è troppo oneroso per noi terremotati. Dobbiamo essere agevolati come accadde per il 2009 perché quando verrà sbloccato anche il pagamento delle bollette sarà veramente dura». A lanciare il grido di aiuto è Fiorella Facciolini di Castelli, comune rientrato nel cratere sia nel 2009 che nel 2016. La signora trova ingiusta e da rivedere la previsione della legge di bilancio secondo la quale l’Irpef del 2017 non versata e trattenuta nella pensione o nella busta paga su richiesta dell’interessato, secondo il decreto sisma 2016 e per i comuni cratere, deve essere restituita da maggio e in massimo 24 mensilità.
«Con il decreto sisma del 2016 abbiamo potuto percepire la pensione lorda di mio marito che ci ha permesso di riparare alcuni danni della neve alla casa», racconta Facciolini, «ma se dobbiamo restituire l'Irpef non versata in 24 rate sarà un problema soprattutto perché a breve verrà sbloccato anche il pagamento delle bollette e sarà tutto un pagare. Noi credevamo che il regime fosse come quello per il sisma dell’Aquila». Nel 2009 era prevista la stessa possibilità di sospensione del pagamento Irpef, ma le modalità di restituzione erano diverse. «Stiamo restituendo l’Irpef del 2009 con uno sgravio del 40% e in dieci anni» prosegue Facciolini, «noi, e parlo a nome di tanta gente che ha lo stesso problema, vogliamo pagare l’Irpef non versata, anche per intero, ma chiediamo tempi più ragionevoli. Già i nostri territori sono martoriati da sisma e maltempo, abbiamo bisogno di sostegno». (a.d.f.)
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