Isola del Gran Sasso piange il suo sindaco

17 Settembre 2014

Alfredo Di Varano è morto a 45 anni per una malattia. Era del Pd ma governava con esponenti del centrodestra

ISOLA DELGRAN SASSO. E' morto nella notte tra lunedì e martedì all'ospedale di Teramo il sindaco di Isola Alfredo Di Varano. 45 anni compiuti il 26 giugno. Era malato da tempo per un’infezione e negli ultimi giorni era stato colpito da un’encefalite che si è rivelata fatale. Di Varano lascia la mamma Enza, il papà Peppino e le sorelle Alessia e Martina con Danilo e il nipotino Alessandro. Alfredino, come lo chiamavano gli amici, nonostante la sua giovane età ha avuto un lunga carriera politica alle spalle, iniziata da giovanissimo come militante nelle file del Pci, seguendo tutte le evoluzioni del partito dal Pds, ai Ds e, infine nel Pd. Di Varano muove i primi passi in amministrazione nel 1993 con la prima giunta guidata da Fiore Di Giacinto, prima come assessore e poi come vice sindaco nel secondo mandato di Di Giacinto. Nel 2001 arriva la sconfitta per il centrosinistra alle amministrative e i primi cinque anni di opposizione. L'anno seguente Di Varano fa il suo ingresso alla Comunità Montana del Gran Sasso, per diventarne nel 2004 presidente. Nel 2006 la decisione di fare un passo indietro per evitare che il centrosinistra si spacchi. E così non corre alle primarie per il Comune di Isola lasciando campo libero alla rielezione di Di Giacinto. Di Varano, in un primo momento assessore, viene investito presto della carica di vice sindaco fino al 2011, quando arriva il suo momento.

La sua capacità di lettura politica lo porta a stringere un patto con l'assessore regionale Paolo Gatti, all’epoca del Pdl. Eletto sindaco di Isola decide di dimettersi da presidente della Comunità Montana e inizia il suo primo mandato da sindaco, proponenedo il primo esempio di giunta allargata al centrodestra, nominando vice sindaco Roberto Di Marco. «Sponsorizzò la nostra lista Gatti», racconta Piergiorgiorgio Possenti, amico d'infanzia e assessore al turismo al Comune di Isola, «ma senza perdere i propri ideali: lo fece per garantire la governabilità del paese, lui era sempre rimasto del Pd». Ultimamente però il rapporto con il partito si era deteriorato tanto che nel novembre 2013 aveva annunciato di voler rinunciare alla tessera e alla militanza nel Partito democratico.

Un patto elettorale-amministrativo quello con Gatti, che il consigliere regionaledi "Futuro in" – che ieri ha chiesto un minuto di silenzio in consiglio regionale in memoria del sindaco scomparso – ricorda così: «Anche se eravamo su sponde politiche diverse ho avuto modo di di conoscerlo e apprezzarlo qualche anno fa, quando un gruppo di amici di Isola non desiderati dal centro destra stipularono un accordo amministrativo con lui. Persona seria, leale, intelligente, competente, apprezzata non solo dai suoi compagni di viaggio politico ma anche dai suoi avversari. Rimarrà un grande vuoto». Un vuoto incolmabile per l'amico Piergiorgiorgio Possenti: «Ci conosciamo da piccoli e poi abbiamo condiviso insieme il percorso politico». Ma Possenti ricorda anche la sua passione per la storia e la letteratura: «Era un cultore di storia del Risorgimento e dell'Unità d'Italia, oltre che un grande appassionato di musica. Alfredo era un grande collezionista di dischi in vinile di musica d'autore; ne aveva più di 5mila. Girava i mercatini di tutta Italia sempre a caccia di dischi».

Catia Di Luigi

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