Isola piange Arshad, il migrante che ha commosso un intero paese

22 Gennaio 2019

Il giovane pakistano colpito da emorragia cerebrale è morto domenica all’ospedale di Teramo Molti residenti si sono mobilitati per raccogliere fondi e sostenere la sua famiglia in patria  

ISOLA DEL GRAN SASSO. Una lettera di cordoglio da parte di un intero paese e un album con le foto dei momenti trascorsi a San Pietro da mostrare alla sua famiglia, insieme alla prima tranche dei fondi della raccolta promossa dall’associazione Taruss per aiutare i suoi cari. Così i cittadini di Isola del Gran Sasso accompagneranno la salma di Arshad Ali nel ritorno giovedì mattina in Pakistan. Il 27enne migrante, ospite del centro di accoglienza di San Pietro, gestito dalla cooperativa “Salam”, è morto domenica scorsa all’ospedale di Teramo a causa di un’emorragia cerebrale. Una comunità in lutto che ha circondato d’affetto Arshad nei suoi ultimi giorni di vita. In tanti hanno inviato messaggi di cordoglio, partecipato alla raccolta fondi e dato l’ultimo saluto al ragazzo nella camera ardente allestita all’obitorio dell'ospedale dove è stato accudito dall’imam di Teramo e raggiunto da due suoi cugini che vivono in Francia. Un destino segnato da una vita dura quella di Arshad, vissuta in un villaggio presidiato dai talebani tra i soprusi della guerra e i sacrifici per arrivare in Italia a piedi in tre anni per un futuro migliore per sua moglie, i suoi fratellini e le sue tre figlie di 3, 6 e 10 anni. La sua vicenda ha incontrato la solidarietà di una comunità, inizialmente restia ad accogliere i migranti, ma che poi sono diventati parte di essa, «la parte della speranza», come hanno sottolineato alcuni cittadini di San Pietro. Una vita che sembrava prendere la direzione giusta, con un lavoro nella cooperativa di legname “Brancastello” che permetteva ad Arshad di mandare i soldi alla famiglia e tanti amici con i quali trascorrere momenti sereni. «Sappiamo quanto Arshad si preoccupava per la famiglia e per questo la raccolta fondi online e con i salvadanai nei bar e nei ristoranti del territorio non si ferma», dice Fabrizio Sfrattoni, presidente di Taruss. «Abbiamo il sogno di raccogliere la somma necessaria per finanziare l’apertura di un bazaar da parte della moglie in modo che possa sostenere le bambine». Un clima di forte tristezza che ha coinvolto tutti. «Con Arshad se n’è andato un pezzo di noi», dice Eleonora Di Sabatino, psicologa del centro. «I suoi amici con i quali ha trascorso due anni qui sono molto provati come lo siamo tutti. Non lo dimenticheremo con il suo entusiasmo e la voglia di fare e lo penseremo con il suo sorriso tra le sue montagne che veglia sui suoi cari». La presidente di “Salam” Simona Fernandez e il mediatore culturale Ajmal viaggeranno con la salma e incontreranno i familiari. «Porterò con me nel cuore», dice Fernandez, «l’immagine di Arshad e delle tante persone che a Isola ci hanno dato coraggio quando incontrerò la sua mamma che sta vivendo il dolore più forte che esista».
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