Isole ecologiche nelle frazioni a partire da maggio

17 Febbraio 2019

Il porta a porta non sarà eliminato ma reso meno frequente Il sindaco: «Vanno abbattuti i costi della raccolta» 

TERAMO. Il nuovo sistema integrato di raccolta differenziata entrerà in funzione a primavera inoltrata. E’ prevista per la seconda metà dell’anno l’attivazione delle isole ecologiche nelle frazioni che si affiancheranno e in alcuni casi sostituiranno la raccolta differenziata dei rifiuti porta a porta. Tempi e modalità di applicazione della riforma sono tornati al centro del confronto tra il Comune e i rappresentanti delle associazioni ambientaliste in un incontro tenuto nei giorni scorsi. L’adozione delle isole ecologiche per la raccolta dei rifiuti nelle case sparse e nelle frazioni meno popolose è inserita nel piano economico e finanziario per la raccolta differenziata che sarà presentato dalla Team. Il documento approderà in consiglio entro marzo, stando alla tabella di marcia predisposta dalla giunta, in quanto collegato al varo del bilancio di previsione del Comune. Acquisito in aula il via libera definitivo, per rendere operativi i cambiamenti saranno necessari adempimenti tecnici che richiederanno tempo. «Il sistema non sarà pronto prima di maggio», fa sapere il sindaco Gianguido D’Alberto, «comunque a partire dalla seconda parte dell’anno».
Nel frattempo sarebbe anche possibile far partire la sperimentazione a Nepezzano e Piano d’Accio. Qui è in programma l’installazione di tre isole ecologiche già ottenute in comodato gratuito dalla Team e che dunque non rientrano nel piano economico del servizio di raccolta. «Partiremo da queste due zone», spiega l’assessore all’ambiente Valdo Di Bonaventura, «per verificare l’efficacia del metodo destinato a ridurre i costi del servizio». Per le associazioni resta prioritario il mantenimento dell’impianto del “porta a porta”, evitando il ritorno alla raccolta stradale. «Per questo prevediamo un sistema integrato», tiene a precisare che non elimina i passaggi domiciliari, ma li rende meno frequenti». Su questo aspetto si sofferma anche il sindaco: «Nelle zone più popolose la raccolta porta a porta non risulta antieconomica per cui resterà in funzione. I costi però sono troppo alti e la differenziata, dopo nove anni, non supera il 64%, sotto l’obbiettivo del 65% fissato dalle norme».
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