Istituti superiori da salvare, due proposte

10 Novembre 2022

Il tavolo provinciale: «Il liceo Grue sia scuola rara, il Pascal-Comi-Forti sia accorpato all’Alessandrini»

TERAMO. Dal Tavolo tecnico interistituzionale sulle scuole che si è riunito martedì mattina in Provincia esce una proposta unanime sui due casi considerati critici: la salvaguardia del liceo Grue di Castelli insistendo sulla richiesta di riconoscimento di “scuola rara” e l’accorpamento del Pascal-Comi-Forti di Teramo con l’Alessandrini per la costituzione di un polo tecnico - professionale che conterebbe 1.200 alunni. Proposta che parte dall’Ufficio scolastico provinciale, rappresentato dalla sua nuova dirigente Clara Moschella, e sulla quale sono concordi i dirigenti scolastici, i sindacati, i Comuni di Teramo e Castelli.
«Le due scuole, il Grue e il Pascal Comi Forti», si legge in una nota della Provincia, «non hanno i numeri per mantenere l’autonomia e da tempo sono dirette attraverso l’istituto della “reggenza”, una condizione non ottimale comunque temporanea. Il tavolo regionale (cui spetterà comunque l’ultima parola) ha richiamato la Provincia e l’Ufficio scolastico a non procrastinare ulteriormente la scelta, congelata in questi anni anche a causa della pandemia».
Il presidente della Provincia, Diego Di Bonaventura, dopo aver ascoltato le posizioni dei sindacati della scuola, dei dirigenti scolastici e dell’Ufficio scolastico provinciale ha accolto la proposta di sostenere «la richiesta di insistere sul riconoscimento del Grue come scuola rara, avendone assolutamente le caratteristiche, e della costituzione di un polo tecnico professionale con dentro il Pascal-Comi-Forti e l’Alessandrini. Una proposta che qualificherebbe l’offerta formativa con un percorso didattico che incrocia le richieste che arrivano dal mondo produttivo».
Adesso la parola passa al consiglio provinciale, al quale saranno sottoposte le proposte vagliate nell’incontro: il parere del consiglio e quindi della Provincia non è però un parere vincolante per il Tavolo tecnico regionale (a sua volta composto da rappresentanti della Regione, dall’Ufficio scolastico regionale e dai sindacati) e l’ultima parola spetterà comunque alla Regione.