Istituzioni e studenti a confronto su bullismo e cyberbullismo

20 Marzo 2019

MONTORIO. Nel 2018 il 28 per cento dei ragazzi tra i 14 e i 18 anni è stato vittima di bullismo, l’8,5 per cento di cyberbullismo. Sono alcuni dei dati rilevati dal Censis e di cui si è discusso a...

MONTORIO. Nel 2018 il 28 per cento dei ragazzi tra i 14 e i 18 anni è stato vittima di bullismo, l’8,5 per cento di cyberbullismo. Sono alcuni dei dati rilevati dal Censis e di cui si è discusso a Montorio nel convegno organizzato dall’associazione “Monte d’oro” e dal centro di aggregazione diretto da Biagio Di Giacomo in collaborazione con il Comune e l’istituto comprensivo “Montorio-Crognaleto”. Nel corso dell’incontro, moderato dalla giornalista Adele Di Feliciantonio e a cui hanno partecipato le prime classi della scuola media “B. Croce” di Montorio e le associazioni “Genitori per la scuola” e “Sporting Gran Sasso”, sono stati illustrati dai relatori quegli strumenti utili a prevenire e contrastare i due fenomeni. «Il bullismo nasce dalla paura del diverso, dal volersi sentire più forti, dalla non tolleranza e può partire da atti apparentemente innocui», ha sottolineato il giudice del tribunale di Teramo Maria Rosaria Pietropaolo, «Quando questi atti raggiungono vette di illeicità penale arrivano nel Tribunale dei minori, che si occupa a 360 gradi della vittima ma anche del bullo con una sanzione che mira alla rieducazione e al reinserimento sociale. Ma la prevenzione è lo strumento più efficace e deve essere fatta in sinergia tra scuola e famiglia. Esiste tutta una rete di protezione per i ragazzi che non sono soli e che devono parlare, raccontare alle proprie famiglie tutto ciò che accade loro, perché è la famiglia il primo scudo che li protegge».
Nella repressione del cyberbullismo un ruolo importante è svolto dalla polizia postale. «Sul web le conseguenze del bullismo sono amplificate e c’è il problema della permanenza dei contenuti», ha spiegato Domenico Taraborelli della polizia, «Una volta che i contenuti vanno online posso rimanerci per sempre e possono essere visti da tutti gli utenti e a tutte le ore. Ecco perché consigliamo di pensarci mille volte prima di pubblicare un contenuto, perché poi non si può tornare indietro. È necessario valutare bene anche con chi si ha a che fare dall’altra parte del monitor». Tra gli interventi anche quello di Giammaria De Paulis, docente universitario e autore del libro “Facebook-Genitori alla riscossa-Vademecum per non smarrire i propri figli in rete”.