Italia Cristiana in piazza per dire no alle unioni gay

TERAMO. Parte dalla città del “radicale” Marco Pannella, fautore ormai quarant’anni fa del divorzio e altre battaglie laiche, la “crociata” di Italia Cristiana a difesa della famiglia “tradizionale”...
TERAMO. Parte dalla città del “radicale” Marco Pannella, fautore ormai quarant’anni fa del divorzio e altre battaglie laiche, la “crociata” di Italia Cristiana a difesa della famiglia “tradizionale” fondata sul matrimonio uomo-donna. «Simbolicamente abbiamo scelto Teramo come prima tappa perché proprio qui è nato Pannella che tanto ha fatto contro la famiglia», è il pensiero di Fabrizio Verduchi, presidente nazionale (tra l’altro candidato sindaco alle ultime Comunali a Roma) del movimento “ultracattolico” sceso in piazza ieri pomeriggio per dire no a unioni gay e coppie di fatto. Una ventina in tutto i manifestanti che, striscioni e cartelli in mano, hanno protestato in piazza Martiri contro «l’ideologia omosessualista e il pericolo di una deriva totalitaria da parte di chi vorrebbe approvare il Ddl Scalfarotto contro l’omofobia». Il movimento, che rivendica interventi legislativi ed economici a favore delle famiglie “naturali” tra uomo e donna, è contrario anche «all’invasione di migranti e a operazioni come Mare Nostrum costata 130 milioni di euro». Durante il presidio è stata espressa infine solidarietà alle cosiddette “sentinelle” che, con le stesse motivazioni, domenica scorsa hanno manifestato in silenzio in diverse piazze d’Italia subendo «minacce e violenze da chi sostiene e promuove il “pensiero unico” di stampo omosessuale. Al presidio ha aderito anche Confederazione Civiltà Cristiana, movimento cattolico nato una decina di giorni fa a livello nazionale è che ha già una sua sede a Teramo con 20 iscritti.(f.m.)
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