Italia viva: «Un pericolo i privati negli asili nido»

Il gruppo renziano teme che si possa abbassare la qualità dei servizi offerti e chiede di sbloccare le procedure dei concorsi per assumere nuove insegnanti
TERAMO . «Scelta troppo radicale in un momento così critico». L’entrata delle cooperative negli asili comunali non convince affatto Italia Viva. Il gruppo renziano, che da un paio di settimane ha ufficializzato l’uscita dalla maggioranza dopo le tensioni generate dalla sua esclusione dal rimpasto di giunta all’inizio dell’anno, contesta l’operazione annunciata in commissione istruzione pubblica dall’assessore Andrea Core. Per far fronte alle carenze di personale, che a causa di recenti pensionamenti riduce il numero delle insegnanti ad appena 18, con la conseguente possibilità di iscrivere solo 80 bambini per il prossimo anno scolastico, l’amministrazione ricorrerà alla formula dell’appalto di servizi. Tramite bando, in pratica, saranno individuate cooperative che forniranno operatrici da impegnare nelle strutture comunali. L’iniziativa consentirà d’incrementare sensibilmente il numero delle iscrizioni portandole a 200, recuperando cosi il gap derivante dal collocamento a riposo di una decina di dipendenti comunali e aumentando la capienza anche rispetto all’anno scorso, quando i posti disponibili sono stati 180. Al di là del saldo numerico positivo, Italia viva evidenzia una serie di pericoli e aspetti poco chiari. «Alcuni asili saranno del tutto in mano ai privati», sostiene il capogruppo Flavio Bartolini, «sarebbe stato meglio integrare la presenza delle operatici provenienti dalle cooperative con quelle ancora alle dipendenze dell’ente». Questo mescolamento non sarebbe possibile per legge, stando a quanto emerso dalla commissione, ma la concentrazione del personale esterne comporta rischi per la qualità del servizio. «Si rischia un salto nel vuoto», aggiunge Bartolini, «che potrebbe compromettere tutto quello che di buono è stato fatto negli anni». Al Comune resteranno funzioni d’indirizzo e controllo delle attività didattiche, ma per Italia viva non si tratta di garanzie sufficienti. «Le insegnanti seguiranno davvero le direttive dell’ente?», è il dubbio posto dal capogruppo, «esiste un capitolato a cui le cooperative si dovranno attenere?». Anche il fatto che le tariffe saranno regolate dall’amministrazione, che gestirà anche le iscrizioni, non rassicura i renziani. «I nostri asili hanno tariffe molto basse», fa notare Bartolini, «le cooperative potrebbero non avere interesse a partecipare al bando e a quel punto si dovrebbe ricorrere a un affidamento diretto con ulteriori rischi». Per i renziani è indispensabile, dunque, riattivare i concorsi, bloccati per l'emergenza sanitaria, con cui assumere nuove insegnanti.
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