Italia Viva: «Un piano per l’ateneo»

2 Gennaio 2022

I consiglieri renziani sollecitano iniziative immediate per rilanciare l’università

TERAMO. Italia Viva indica le strategie per il rilancio dell’università. Sulla scia della mozione che ha proposto nell’ultimo consiglio comunale, approvata da maggioranza e opposizione, il gruppo formato da Giovanni Luzii e Osvaldo Di Teodoro torna a evidenziare le iniziative da intraprendere al più presto.
«Aprire da subito un dibattito pubblico, anche attraverso la convocazione di apposita seduta aperta del consiglio comunale, per offrire linee di indirizzo sullo sviluppo e il rilancio dell’università di Teramo», affermano, «verificare l’opportunità di ubicare a Teramo una scuola di alta formazione tecnica per la Pubblica amministrazione, se del caso nelle sedi in via di riqualificazione dell’ex manicomio e dell’ex sede universitaria di Viale Crucioli e individuare linee accademiche di sviluppo dell’ateneo da formalizzare e sostenere nel percorso di approvazione». Italia Viva ricorda le spoliazioni subite dal territorio teramano con la perdita della caserma degli alpini, della sede della Banca d’Italia e di altre strutture.
«Abbiamo assistito allo spostamento di enti e istituzioni tra L’Aquila e Pescara, con l’inevitabile conseguenza di una marginalizzazione della provincia teramana che non sembra avere fine, ma alla quale è necessario opporre un argine forte e condiviso», osserva, «per tali motivi occorre patrocinare un rilancio e un protagonismo dell’università, da attuarsi secondo le due direttrici del rafforzamento dei suoi punti di forza accademici e dell’ampliamento dell’offerta didattica, secondo le prospettive che l’immediato futuro già ci indica, non ultima la Scuola di alta formazione tecnica per la Pubblica amministrazione che il Governo ha annunciato di voler istituire all’Aquila».
Secondo i consiglieri renziani Luzii e Di Teodoro «sottolineato come una istituzione simile troverebbe collocazione molto più opportuna in città, innanzitutto per l’affinità tematica con le facoltà giuridico-economico-umanistiche dell’università teramana, occorre in ogni caso formalizzare proposte complementari e alternative che rappresentino linee di sviluppo possibili per il nostro ateneo, al netto del prospettato Centro di ricerca universitario specializzato nel settore agroalimentare, da finanziarsi con il fondo complementare del Pnrr».