Italiani: «Atto vile del sindaco»

L’assessore contro Astolfi: «Mi ha revocato senza motivazione»
ATRI. «Non sono affatto stressato e il sindaco Gabriele Astolfi non ha certo le capacità per esprimere un tale giudizio». Inizia così la replica dell’ex assessore comunale di Atri Umberto Italiani alla decisione del sindaco che gli ha revocato la delega, adducendo come motivazione il fatto che l’amministratore fosse “stressato”. Una motivazione che ovviamente Italiani non solo non condivide, ma parla addirittura di «atto vile» da parte del primo cittadino. I veri motivi, secondo Italiani, risiedono nel fatto che «mi sono visto costretto a non condividere alcune scelte che questa giunta di recente ha compiuto e si accinge a compiere. Se il mio dissenso comporta la mia epurazione, allora sono fiero e maggiormente convinto dei miei no». Il fatto che dopo otto anni di attività gli siano state ritirate le deleghe, aggiunge l’ex assessore «segna la sconfitta di tutta l'amministrazione atriana. A fronte di un atto di esercizio del potere segnato preminentemente da arroganza e arbitrio è necessario, in primo luogo, sottolineare che le scelte politiche di un’amministrazione comunale sono collegiali, cioè della giunta e non del singolo assessore. Le delibere di giunta sono atti pubblici e tutti possono accedere a tali documenti per controllarne e verificarne il contenuto o riscontrare i membri di giunta favorevoli, contrari, astenuti o assenti». «Personalmente», aggiunge Italiani, «e non sono solo, ritengo che l’atto di revoca si di natura provvedimentale e, in tal guisa, vada motivato». E il fatto stesso che il sindaco abbia parlato alla stampa del presunto stato di stress dell’assessore «non fa che confermare, a giudizio di Italiani, «la mancanza di motivazione del provvedimento di revoca. Un atto per scaricare sul proprio sottoposto responsabilità politiche prima sue, come d’altronde egli è abituato a fare. Da un lato un atto di esercizio arbitrario di un potere senza alcun sostegno motivazionale e dall'altro le accuse a mezzo stampa nei confronti del revocato di non essere in grado di esercitare le proprie funzione perché stressato e bisognevole di riposo». «Non sarò il capro espiatorio degli errori dell’amministrazione atriana», conclude l’ex assessore, «e rivendico il diritto di difendere la mia professionalità, il mio decoro e la mia onorabilità nella vita pubblica e privata, in ogni sede. Per quanto attiene il prosieguo della mia vita amministrava, essa, come sin qui fatto, sarà improntata esclusivamente al rispetto del mandato ricevuto dai miei elettori che ringrazio tutti ad uno ad uno come se li avessi davanti. I cambi di delega sono sintomo che non funziona il manico, ma presto finirà il tempo degli onori anche per chi non si chiama Umberto Italiani. Il prossimo consiglio comunale – nel quale mi riservo di manifestare la mia posizione politica – sarà la sede prima e naturale nella quale esercitare i miei diritti di cittadino eletto, senza tralasciare nulla in altri sedi ove ristabilire la legittimità amministrativa e difendermi dalle affermazioni apodittiche ed oltraggiose del sindaco Gabriele Astolfi».

