Italprefabbricati, sciopero e manifestazione

Atri. I lavoratori si fermano per otto ore, chiedono un premio di produzione e maggiore sicurezza
ATRI . Contratto integrativo più alto, maggiore sicurezza e salubrità in azienda e freno all’affidamento all’esterno di parti della produzione. Sono le rivendicazioni che hanno portato allo sciopero di otto ore dei lavoratori della Italprefabbricati. Lo stabilimento, che si trova nel nucleo industriale di Casoli di Atri, conta 110 dipendenti e con altre due sedi a Piacenza e Caserta è in una fase di espansione tale da imporsi sul mercato europeo come leader nel comparto dei prefabbricati. Secondo il personale, sostenuto nella protesta da Fillea Cgil, Filca Cisl e Feneal Uil, restano da affrontare questioni irrisolte. Per questo ieri mattina i lavoratori hanno incrociato le braccia e tenuto, con i sindacati, una manifestazione di protesta davanti ai cancelli dello stabilimento atriano.
Uno dei punti chiave è il premio di produzione che, secondo i lavori, è stato promesso ma non assegnato dai vertici aziendali. «Ci avevano detto che avremmo ricevuto 500 euro», sottolineano i manifestanti, «ma i soldi non sono mai arrivati». Alla protesta, stando ai calcoli delle organizzazioni di categoria, ha aderito oltre il 60 per cento dei lavoratori, che oltre all’integrazione salariale annunciata ma finora rimasta solo nelle parole, sollecitano l’adozione di misure per aumentare la sicurezza e la salubrità dei luoghi di lavoro. «Dopo tanti anni le condizioni sono rimaste sempre le stesse», fanno sapere i dipendenti riuniti davanti all’ingresso della fabbrica, «anzi sono peggiorate con il passare del tempo». Ad alimentare i timori del personale è il ricorso all’esternalizzazione della produzione. Per i lavoratori si tratta di un segnale preoccupante anche alla luce delle recenti vertenze che hanno interessato altre aziende del Teramano pronte a spostare le rispettive attività lasciando di fatto senza lavoro i dipendenti. (g.d.m.)

