«L’Abruzzo riparta: Teramo dovrà avere un ruolo centrale»

Il candidato presidente del centrosinistra Luciano D’Amico fa il pieno di applausi al teatro: «Una grande emozione»
TERAMO . Voltare pagina e invertire la rotta in un cambiamento radicale per la Regione che garantisca lo sviluppo e la crescita di tutto il territorio ora in difficoltà, i pieni diritti ai cittadini con l’Abruzzo che deve tornare a essere la terra delle opportunità. E ancora investimenti sulla sanità, sulle infrastrutture soprattutto a binario e sul diritto allo studio come diritto a una formazione adeguata e al futuro dei giovani a restare sul territorio e a non emigrare.
Sono alcuni punti illustrati dal candidato presidente alle regionali del 10 marzo nella coalizione di centrosinistra Luciano D’Amico che nel tardo pomeriggio di ieri, in un gremito teatro comunale tra cittadini, rappresentanti delle istituzioni, tra li quali il sindaco di Teramo Gianguido D’Alberto e il presidente della Provincia Camillo D’Angelo, e il commissario per la ricostruzione di Ischia Giovanni Legnini, ha presentato la propria candidatura e i suoi obiettivi.
D’Amico ha risposto alle domande dei giovani che ha definito «una risorsa per la comunità» e che lui ben conosce da docente di economia ed ex rettore dell’ateneo teramano e ai quali vuole indirizzare la propria azione in un programma elettorale che è aperto alla proposte degli abruzzesi. Ha definito «un’emozione particolare» presentare la propria candidatura «nella città che mi ha accolto 15 anni fa con calore e affetto straordinari e con la quale ho condiviso e continueremo a condividere e realizzare tanti progetti» come ha detto sottolineando la centralità che Teramo deve avere nel palcoscenico regionale e nazionale. Un punto importante è stato quello sulla mobilità passiva da 100 milioni di euro in ambito sanitario che deve essere invertita con la specializzazione della sanità, il raccordo con la medicina territoriale, la creazione di poli di eccellenza.
Ancora infrastrutture e trasporti con la proposta dell’interramento della linea ferroviaria Adriatica, il potenziamento dei collegamenti Teramo-Roma e la necessità di rivedere l’intero assetto della A14. D’Amico ha parlato dell’importanza per Teramo della Cittadella della cultura nell’ex manicomio, del teatro romano, della riqualificazione della sede storica del Braga, dell’istituto Zooprofilattico e l’interconnessione con l’ateneo. «Una coalizione che è un progetto nato per forte reazione all’esperienza dell'attuale governo regionale attorno a un grande abruzzese che è Luciano D’Amico per restituire solidità, credibilità, coerenza», ha detto D’Alberto che ha sottolineato come la provincia teramana abbia subìto pesanti penalizzazioni sulla sanità, quindi la non applicazione dell’autonomia differenziata e la scelta definita «scellerata» del governo nazionale di definanziare i Comuni dei fondi del Pnrr. D’Angelo ha illustrato i dati riferibili ai cinque anni di centrodestra in Regione e ha chiosato: «Tante le opportunità perse per la nostra regione e per la nostra provincia frutto di una grande disattenzione e incapacità dell’attuale governo di cogliere le priorità. È necessaria un’inversione di tendenza che solo D’Amico con le sue indiscusse qualità politiche professionali e l’integrità morale potrà realizzare per rilanciare la regione verso il futuro».
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