L’accesso a Canzano sarà rifatto ma vanno abbattute due case

28 Marzo 2019

Post-frana, l’iter per dare il via all’intervento che ripristina il principale ingresso al paese è ultimato C’è chi è contro la demolizione degli edifici, il sindaco replica: «Tutti gli enti ci hanno autorizzato»

CANZANO. È imminente l'inizio dell'intervento per ripristinare il pieno accesso al centro storico di Canzano, bloccato dal movimento franoso che da circa due anni ha spaccato le antiche mura che abbracciano il borgo. L'esecuzione dei lavori sarà infatti affidata a breve a una ditta con la stipula del contratto, poiché è stato portato a termine anche l'appalto.
Non sono mancate, tuttavia, delle contestazioni sul progetto, che prevede l'abbattimento di due edifici per il consolidamento della frana e l'apertura di una nuova strada d'ingresso. E per discutere del problema costituito dal movimento franoso e di eventuali alternative che non prevedano una demolizione evitando di modificare l'aspetto architettonico di Canzano, qualche giorno fa è stato organizzato un incontro nel palazzo De Berardinis. «Quello che la natura non ha fatto con la frana, sta per farlo l'uomo con la sua più profonda inadeguatezza», scrive in una nota uno dei promotori dell'incontro, «Il Genio civile non sembra essere riuscito a trovare soluzioni alternative alla demolizione per riproporre un accesso carrabile al centro storico. Soluzione che a tanti non piace, per il suo carattere sia estetico che strutturale, e che sembra aver convinto soltanto l'amministrazione. Si stanno spendendo 750mila euro per demolire due edifici ultracentenari e per deturpare l'aspetto architettonico e paesaggistico del luogo (oltre il danno anche la beffa), con l'avallo da parte della Sovrintendenza che, anziché pretendere e proporre soluzioni alternative, preferisce classificare quegli importanti edifici come di "irrilevante importanza storica"».
La replica del sindaco Franco Campitelli, che è intervenuto anche all'incontro, non si è fatta attendere. «Il progetto parte da una relazione del Genio civile di maggio 2017, confermata dai vari pareri sia della Sovrintendenza che della Difesa del suolo», dice il primo cittadino, «Ogni ente ha confermato che l'unica soluzione per restituire un ingresso al centro storico era la demolizione di questi due fabbricati, tra l'altro disabitati e oggi anche in condizioni precarie». Campitelli spiega che i due edifici non sono stati ritenuti di interesse storico dalla Sovrintendenza: «Ovviamente l'ente ha fatto delle prescrizioni su come dovrà essere realizzato il tutto: a lavori ultimati, il risultato dovrà essere parte integrante e sostanziale del centro storico. Andrà fatto un progetto più di dettaglio quando si farà la sistemazione definitiva». Il sindaco aggiunge che le idee alternative sono arrivate con molto ritardo con l'iter già in fase avanzata, non supportate da basi tecnico-scientifiche e senza piani finanziari.
«Siamo stati sempre disponibili ad ascoltare tutti», conclude, «nell'interesse dei cittadini e delle attività del centro storico abbiamo portato avanti l'unico progetto avallato dagli enti preposti, cercando di ridurre al massimo i tempi burocratici per ridare a Canzano un accesso comodo e funzionale. Inoltre, per la sistemazione del fronte frana il Comune ha richiesto due ulteriori finanziamenti, per un totale di 4 milioni, che dovrebbero essere finanziati in futuro».
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