L’Acs: «C’è soltanto una stagione, la nostra»

13 Aprile 2017

Il sodalizio propone comunque di allestire un cartellone a metà Replica sdegnata della Riccitelli: «Arroganti, chi gli dà il diritto di decidere?»

TERAMO. «Lascio aperta una porta alla Riccitelli. Anzi, un portone. Sono convinto che si possa ancora collaborare e fare una stagione unica insieme, Acs e Società Primo Riccitelli. Sei spettacoli noi, rinunciando a due degli spettacoli già annunciati, e sei loro, per un cartellone teatrale di 12 spettacoli. Sarebbe la stagione più bella d'Abruzzo». Federico Fiorenza, presidente di Acs/Abruzzo circuito spettacolo, il sodalizio che ha vinto il bando per la gestione del teatro Comunale, sembrava conciliante nella conferenza stampa di ieri, tenuta nell'ex bar del Comunale, recuperato come botteghino provvisorio. Ma ha anche ribadito che non potranno esserci due cartelloni teatrali al Comunale nella stagione 2017-18. Ancora più drastica la direttrice di Acs Eleonora Coccagna: «L'unica stagione di prosa a Teramo sarà quella di Acs. Non daremo la possibilità di fare una seconda stagione al Comunale. Non è possibile incastrare due stagioni in questo spazio». Una dichiarazione inconciliabile con la certezza della Riccitelli e del suo presidente Maurizio Cocciolito, che da 12 annate allestisce la stagione teramana di prosa con la direzione artistica di Ugo Pagliai, di avere dal Comune le date necessarie per il cartellone. Il Comune, proprietario del teatro, si è riservato 25 giornate: dovrebbe darne almeno 16 (otto spettacoli più la replica) alla Riccitelli. Ma Coccagna ha osservato: «Il Comune si è riservato delle giornate per le sue attività istituzionali». Non può utilizzarle, secondo la direttrice Acs, per lo svolgimento di una seconda stagione di prosa. Anche perché, in quelle date, il teatro potrebbe essere già occupato dalle stagioni Acs o prenotato da altre associazioni.

LA PROGRAMMAZIONE. Acs Infatti non programmerà al Comunale solo la stagione di prosa. Vi saranno stagioni di musica, lirica, danza, teatro-ragazzi, teatro sperimentale, cinema. Cartelloni, ha ribadito Coccagna, condivisi con chi fa cultura in città. Inoltre saranno ospitate iniziative di altre associazioni. Il progetto con cui Acs ha vinto il bando per la gestione del Comunale si chiama "Il Teatro al centro della città", hanno ribadito i vertici del sodalizio, «perché la cultura e un teatro vivo possono essere cuore del rilancio di Teramo». «La scelta di credere in Acs, di abbonarsi alla stagione di prosa (200 finora gli abbonamenti acquistati, ndr) e poi anche a quelle di lirica, teatro-ragazzi, musica, balletto, significa partecipare attivamente alla riscossa della città». Fiorenza, pur riconoscendo i meriti della Riccitelli per aver portato la stagione di prosa dai «disastri dell'Atam» al successo di abbonati (oltre 2200), ha concluso: «Vorremmo chiudere questa bagarre chiarendo che la prenotazione del posto a teatro potrà passare solo attraverso Acs, unico e legittimo gestore del teatro».

LA RICCITELLI RISPONDE. Subito dopo la conferenza di Acs è arrivata la risposta della Riccitelli. L'ente morale precisa che soltanto il 1° aprile, dopo alcune anticipazioni del nuovo cartellone da parte di Cocciolito, è arrivata da Acs la richiesta ufficiale di collaborazione. Un incontro c'è stato, il 6 aprile, tra Leandro Di Donato, consigliere Riccitelli, e Federico Fiorenza. «Mentre Di Donato riferiva al cda Riccitelli, l'11 aprile, i contenuti dell'incontro, Acs convocava per il giorno dopo una conferenza stampa per denunciare il fatto che la Riccitelli si è "permessa" di allestire il cartellone della sua stagione di prosa». La nota della Riccitelli, che ritiene confusa e di difficile realizzazione la collaborazione, prosegue elencando una serie di "stranezze", come l'arrivo della richiesta di Acs con la sua stagione già presentata e il botteghino aperto («quindi Acs era tutt'altro che in attesa di risposte su fantasiose collaborazioni»). O come la visione unilaterale di Acs, «che da una parte si fa portavoce di apertura, dall'altra afferma che la Riccitelli non entrerà al Comunale, non mancando curiosamente di ribadire che il Comunale è il teatro della città e non deve essere precluso a nessuno». La Riccitelli giudica un accanimento il volerle impedire, dopo 12 anni, lo svolgimento della stagione di prosa. «Se il Comunale appartiene alla città, la Riccitelli, come ogni altra istituzione o associazione, non può averne precluso l'utilizzo. Se la cultura, l'arte, il teatro, sono sinonimi di pensiero libero e rispetto, allora nessuno dica a nessuno cosa può e soprattutto cosa non può fare. Con quale diritto, con quale arroganza, ci si attribuisce il potere di tali decisioni?».

Anna Fusaro

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