L’addio a Mazzarella: ha fatto tanto per Roseto

ROSETO. «Ha vissuto gran parte della sua vita a Roma, ma ora è tornato a casa nella città dove è nato». Così don Pietro, nell’omelia, ha ricordato Giuseppe “Pino” Mazzarella, nel funerale celebrato...
ROSETO. «Ha vissuto gran parte della sua vita a Roma, ma ora è tornato a casa nella città dove è nato». Così don Pietro, nell’omelia, ha ricordato Giuseppe “Pino” Mazzarella, nel funerale celebrato ieri pomeriggio nella chiesa di Santa Maria Assunta.
Mazzarella, che aveva anche una casa a Roseto in vicolo Siena, si è spento martedì sera, in ospedale a Roma, dopo una lunga malattia. La sua grande passione per la pallacanestro, prima come giocatore a Roma e a Roseto, e poi come presidente del Banco Roma, era testimoniata dalla presenza di uomini di sport, che lo hanno conosciuto durante la sua vita, come l’ex presidente del Teramo Basket Carlo Antonetti, l’attuale presidente del Roseto Sharks, Daniele Cimorosi, e l’ex allenatore Tony Trullo. C’erano anche alcuni ex sindaci di Roseto come Pasquale Calvarese e Nicola Crisci, oltre all’attuale primo cittadino, Sabatino Di Girolamo. Mazzarella con loro, e con tanti altri sindaci, ha avuto continui rapporti per far sì che la sua città, negli anni, diventasse sempre più bella, anche grazie al suo lavoro, da direttore del Banco di Roma. «Una persona di qualità e di prestigio», dice Crisci, «che avuto un amore smisurato per la sua città. Spesso ci siamo incontrati e ogni volta era un piacere parlare con lui». Amava lo sport e lo ha praticato fin quando ha potuto: durante le vacanze a Roseto, infatti, era solito giocare a tennis, l’altra sua grande passione. «Pino è stato un grande atleta», racconta Giuseppe Celommi, un suo grande amico, «fisicamente è stato integro, almeno fino ai 90 anni. Veniva spesso a trovarmi al lido e con lui facevo lunghe chiacchierate sul mondo della pallacanestro. Era davvero un grande intenditore. Pur abitando a Roma, nei confronti di Roseto è stato sempre molto sensibile. Finanziò lui in larga parte le scogliere». Possedeva anche una casa vicino al mare, in vicolo Siena, dove veniva sempre durante l’estate. «Stava qui per tre mesi», aggiunge Berardo Fornaciari, un suo vicino di casa, «era un amico di famiglia. Una persona eccezionale e generosa, che ha fatto tanto per Roseto a prescindere da chi fosse al al governo della città».(l.v.)
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