L’addio della città al maestro Vetuschi

Subito dopo il funerale l’amministrazione ha annunciato che intitolerà una via o una piazza al fondatore del coro Verdi
TERAMO. Un addio commosso e carico di gratitudine. Ieri mattina Teramo ha salutato per l'ultima volta il maestro Ennio Vetuschi, fondatore nel 1948 dello storico coro Verdi e autentico ambasciatore nel mondo della cultura teramana ed abruzzese. I funerali si sono svolti nella cattedrale dove il feretro è giunto dalla camera ardente allestita alla Casa del Mutilato di piazza Dante. Qui, fra i tanti omaggi, ha portato il suo saluto anche il sindaco di Teramo Gianguido D'Alberto che aveva speso in una nota pubblica parole di profonda stima e riconoscenza verso un uomo che ha dato un contributo fortissimo alla rinascita e valorizzazione della canzone popolare abruzzese. A celebrare i funerali è stato don Enzo Pichelli che ha ricordato lo spessore umano e culturale del maestro, ma anche l'amicizia che li legava da tanto tempo fortificata dall'amore per la musica.
Musica che è stata protagonista inevitabile del saluto religioso: il coro Verdi ha omaggiato il suo padre fondatore cantando brani anche della tradizione popolare. Fra questi “Arvì”, cantata attorno alla bara e scritta proprio da Vetuschi. Momenti toccanti e carichi di emozione si sono susseguiti durante le esequie: i coristi che hanno avuto la fortuna di crescere artisticamente e professionalmente accanto a un gigante della musica ne hanno ricordato la straordinaria capacità di donarsi al prossimo trasmettendo la passione per l'arte in modo autentico e semplice. A rendere omaggio a Vetuschi anche le istituzioni locali, rappresentate dal presidente del consiglio comunale Alberto Melarangelo in fascia tricolore e dall'assessore comunale Martina Maranella; presenti anche i vertici di oggi e di ieri della corale Verdi, dall'attuale presidente Agostino Ballone all'ex presidente Angelo Sperandio. E poi rappresentanti del mondo della cultura teramana e abruzzese, coristi e amici del maestro che si sono stretti ai figli del 94enne che appena sei mesi fa aveva perso l'amata moglie Giovanna Tarquini.
L'amministrazione comunale manterrà vivo il ricordo di Vetuschi con iniziative culturali, ma sta pensando anche all'intitolazione di spazi pubblici: una via o una piazza della città «per rendere onore e tenere sempre viva la memoria di quella che è stata una delle figure più illustri che la nostra città ha saputo esprimere. Vetuschi ha saputo portare nel mondo la cultura popolare abruzzese, dando lustro alla nostra città», ha detto Melarangelo, che chiederà una deroga alle norme attuali sull’intitolazione delle strade.
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