L’addio laico a Quarchioni e il ricordo dei compagni

31 Dicembre 2015

TERAMO. Un funerale laico in piazza Orsini, davanti alla loggia del Comune. Familiari e compagni di tante battaglie politiche e sindacali hanno reso così, ieri pomeriggio, l'ultimo saluto a Rodolfo...

TERAMO. Un funerale laico in piazza Orsini, davanti alla loggia del Comune. Familiari e compagni di tante battaglie politiche e sindacali hanno reso così, ieri pomeriggio, l'ultimo saluto a Rodolfo Quarchioni.

Lo storico dirigente del Psi, del Psiup e della Cgil provinciali, morto lunedì a 84 anni, aveva espresso questo desiderio per il commiato dalla vita ed è stato esaudito. Accanto al feretro, posizionato sotto la lapide dei caduti in guerra su cui è inciso anche il nome del fratello Aldo, fucilato dai fascisti, c'erano i figli Marco e Fabrizio, che sono stati assessore comunale e consigliere provinciale. Il ricordo di Rodolfo Quarchioni è stato affidato alle parole del segretario provinciale della Cgil Alberto Di Dario che ne ha sottolineato l'impegno come suo predecessore alla guida della camera del lavoro ed Ennio Pirocchi, che da giovane esponente del Psi subentrò proprio a lui in consiglio comunale. «Mi disse: appena ti sarai laureato prenderai il mio seggio», ha raccontato, «e così fu nell'aprile del '76, mantenendo un impegno assunto con il partito e con i nostri elettori». Nelle parole cariche di commozione pronunciate dall'ex assessore comunale sono affiorati questi e altri momenti dell'impegno politico e sociale di Quarchioni. «Non usò mai il partito per fini personali», ha sottolineato Pirocchi, «non ha mai occupato quelle che oggi chiamiamo poltrone: Rodolfo al partito non ha chiesto. Ha sempre dato e generosamente». L'ex assessore gli ha dedicato le stesse frasi con cui lui rese l'estremo omaggio all'altro storico rappresentante del Psi Giuseppe Lettieri: «Hai avuto come molti di noi, l'amarezza di vedere distrutto il tuo partito, al quale hai dedicato tante energie e tanto tempo. Un partito che, senza retorica, ma stando alla realtà dei fatti, può ben definirsi glorioso».(g.d.m.)

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