«L’Adi ai privati è inaccettabile»

17 Marzo 2016

Asl, no del Tribunale del malato all’assistenza domiciliare affidata all’esterno

TERAMO. La scelta di esternalizzare l'assistenza domiciliare integrata (Adi) non piace. Il Tribunale per i diritti del malato esprime «una vivissima preoccupazione ed una forte contrarietà», anche a nome dei pazienti sul bando che la Asl si accinge a pubblicare.

Il Tdm osserva che l'Adi è la continuazione sul territorio dell'assistenza sanitaria praticata nel presidio ospedaliero. «Un'attività particolannente delicata e di altissimo contenuto professionale, sia per la necessaria intesa che deve esistere tra gli ospedalieri e gli operatori Adi, sia perché i pazienti da assistere sono sempre problematici per patologie oncologiche, croniche, perché anziani e disabili. Inoltre, per gli operatori Adi è necessaria una speciale formazione anche per l'approccio a situazioni private ed intime che si debbono affrontare al domicilio degli assistiti e nei rapporti con le loro famiglie, formazione che solo la struttura pubblica è in grado di realizzare in modo adeguato. Si ritiene che questo tipo di professionalità, formazione e funzionalità di collaborazione fra i vari reparti e l'Adi non possa essere garantita al meglio da organizzazioni private esterne, cooperative o quant'altro, le cui capacità operative e professionali vengono valutate, tra l'altro, solo da esterni alla Asl».

Il Tdm osserva poi che se la scelta di affidare all'esterno l'Adi è dettata da ragioni economiche, «eventuali risparmi andrebbero a severo detrimento della qualità del servizio ed invitiamo a constatare che nelle regioni del centro-nord, spesso portate ad esempio di buona sanità, nessuna Adi è affidata ad operatori privati». Il personale strutturato che opera in continuità con l’ospedale ha creato un’eccellenza riconosciuta da tutti e secondo il Tdm «è inaccettabile che sia affidato a cooperative esterne che non potranno mai garantire la stessa qualità delle prestazioni assicurata da operatori qualificati della struttura pubblica». Da qui l’invito rivolto dal Tdm «agli organi dirigenti dell'Asl teramana a rivedere le proprie posizioni dando ogni assicurazione che l'Adi resterà un servizio svolto solo da personale dipendente dalla Asl stessa».

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