L’Adsu punta al risparmio e salva le borse di studio

8 Giugno 2016

L’Azienda per il diritto allo studio si trasferisce nella sede dell’università Il presidente Berardinelli: «Puntiamo a potenziare i trasporti per gli studenti»

TERAMO. Via l'auto di servizio, tagli alla retribuzione del direttore generale, e via la sede di via Delfico per trasferire tutte le attività al campus universitario di Colleparco: così l'Adsu di Teramo, l'azienda per il diritto agli studi universitari avvia la spending review finalizzata a garantire più risorse agli studenti. A partire da settembre, nella segreteria unificata dell'ateneo, nasceranno gli sportelli che l'Adsu utilizzerà per il front-office e che farà gestire direttamente agli universitari che a loro volta formeranno altri studenti per l'erogazione dei servizi a supporto del diritto allo studio.

Ad annunciare le novità al termine di un Cda dell'Adsu sono stati proprio il presidente Paolo Berardinelli e il neo direttore Antonio Sorgi che nell'ottica di questa riorganizzazione hanno lasciato intendere anche una rivoluzione organizzativa del personale dell'Adsu che d'ora in avanti verrà impiegato nela progettazione e intercettazione di linee di finanziamento ministeriali ed europee. Il primo obiettivo è dare appoggio economico a un progetto di mobilità sostenibile destinato agli universitari teramani che soffrono particolarmente i limiti del trasporto pubblico urbano, poco adatto alle esigenze della didattica e a servire i poli universitari distribuiti sul territorio. Sorgi e Berardinelli hanno parlato per il momento di un risparmio che supera i 20mila euro ma che darà i suoi frutti quando le economie saranno messe a regime su più annualità. Difatti la sede che resta di proprietà dell'Adsu, sarà messa sul piatto degli accordi che si stanno instaurando per la casa dello studente che Adsu e ateneo intendono realizzare nel vecchio rettorato dove si presume di ricavare circa 200 posti letto. A tal proposito Sorgi ha ribadito anche che i vincoli architettonici sugli edifici, dei quali è stata interessata la Soprintendenza, non costituiscono un problema ma al contrario rappresentano l'opportunità attingere da nuovi fondi del ministero ai Beni culturali che si aggiungono agli altri canali di finanziamento.

«Ciò che è importante evidenziare», ha detto Berardinelli «è che grazie alla sinergia con l'ateneo gli studenti sono messi al centro dei servizi che stiamo puntando a migliorare: sia perché grazie alle 10 borse lavoro affidiamo ai ragazzi il front office, ma anche perché avviciniamo fisicamente i servizi ai luoghi della didattica». Una nota dolente riguarda i contributi concessi dalla Regione: meno 19mila euro in un anno, smorzano l'impatto della spending review operata dall'azienda che tuttavia è riuscita a garantire il 100% delle borse di studio.

Marianna De Troia

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