L’agonia dolorosa di un ente nel caos

7 Maggio 2014

È un’agonia dolorosa ed ingloriosa quella della Provincia. Le inchieste giudiziarie che vedono coinvolto il presidente Valter Catarra e gli ex vertici della società in house Teramo Lavoro, la...

È un’agonia dolorosa ed ingloriosa quella della Provincia. Le inchieste giudiziarie che vedono coinvolto il presidente Valter Catarra e gli ex vertici della società in house Teramo Lavoro, la figuraccia fatta a livello nazionale su Raiuno per il caso dell’idrovolante portato ad esempio di soldi pubblici sprecati, i pignoramenti all’ente degli ex precari che a distanza di un anno e mezzo dal loro siluramento ancora non riescono a prendere gli ultimi soldi: tutta roba che rende amaro il crepuscolo dell’ultima amministrazione provinciale elettiva d’Interamnia. Ovviamente lo sfacelo non si può imputare tutto a Catarra e soci, che pure ci hanno messo del loro per complicarsi la vita (perché, pur sconsigliati, s’impuntarono sulla creazione della società in house? Boh!). Appare evidente, infatti, che la recente incapacità dell’ente di fornire risposte ai cittadini – in particolare sulle manutenzioni stradali – si deve al massiccio taglio di risorse operato dallo Stato sulle Province, al punto da svuotarle delle loro funzioni ancor prima di dichiararne la morte. È altrettanto evidente che nella storia recente della Provincia di Teramo c’è un “buco nero” scavato, più che da una classe politica inadeguata, da quella che tanti in Italia considerano la vera “casta”: i burocrati. È del 2010 il dossier consegnato dagli ispettori del ministero delle Finanze alla Corte dei conti dal quale emergeva l’immagine di un ente nel caos amministrativo, in balia di una cricca di dirigenti che gestiva arbitrariamente compensi, appalti, incentivi e consulenze d'oro, in uno sperpero continuo di denaro pubblico. Il tutto era avvenuto sotto amministrazioni di centrosinistra e Catarra disse: noi porremo fine a questo stato di cose. È andata a finire che i burocrati sono ben saldi al loro posto mentre Catarra – bombardato da esposti e denunce a raffica – è due volte indagato, la Provincia gli chiede vari milioni di danni e, beffa finale, lo Stato lo costringe a restare (gratis) al timone dell’ente quando sarà scaduta la giunta. (d.v.)