L’aiuto di Teramo ai venezuelani

In provincia settemila rifugiati provenienti dal paese sudamericano
TERAMO. Della difficile situazione che sta attraversando il Venezuela, soprattutto dal punto di vista dell’emergenza sanitaria, e dell’esodo che ha portato dal 2015 oltre quattro milioni di venezuelani ad abbandonare la propria terra, si è parlato durante la serata di beneficenza di raccolta farmaci che si è svolta ieri sera nella sala polifunzionale della Provincia. L’iniziativa è stata promossa dalle associazioni Ali e Venezuela Viva nella quale è stato proiettato il docufilm di denuncia “Esta todo bien” di Tuki Jencquel. Ali, che è presente in 30 città italiane, anche a Teramo, grazie al lavoro dei 350 volontari è la prima associazione mondiale che invia farmaci nel paese caraibico dove le persone muoiono per la mancanza di cure perché le medicine sono troppo costose o non si trovano. Una missione svolta tra tante difficoltà perché spesso vengono chieste somme esagerate per la dogana o i container con i farmaci vengono bloccati. «Ogni giorno arrivano in Italia famiglie costrette a scappare da una situazione disperata dove non c’è più democrazia, ma solo repressione e l’80% di poveri», spiega Edoardo Leombruni, medico e presidente Ali Italia. «Non puoi esprimere la tua opinione e se ti ferma la polizia non sai che fine puoi fare. Ma il dramma è che non ti puoi ammalare perché c’è carenza di farmaci, alimenti per i bambini e presidi medici, e le poche medicine che ci sono costano quattro volte lo stipendio medio di un professionista». L’Abruzzo è la terza regione in Italia con la maggiore concentrazione di rifugiati dal Venezuela con 15mila presenze, di cui settemila nel Teramano. «Molti figli e nipoti degli emigrati tornano qui per appoggiarsi ai parenti e per farsi riconoscere la cittadinanza per sangue», prosegue Leombruni, «ma non si fermano molto perché in Italia ci sono molti limiti come il non riconoscimento per il decreto sicurezza di Salvini della protezione umanitaria e la non equipollenza della patente di guida e dei titoli di studio, cosa che avviene, invece, in Spagna e in Portogallo che si sono anche schierati politicamente contro Maduro. Ci auguriamo che il governo italiano faccia dei passi in avanti per aiutare un popolo che soffre e muore per la mancanza dei servizi essenziali e della democrazia». (a.d.fel)
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