L’allarme: rischio licenziamento per 4mila in cassa integrazione

TERAMO. I sindacati vedono un futuro buio. L’allarme è di Fiom Cgil e Fim Cisl: in provincia di Teramo sono più di 4mila le lavoratrici e i lavoratori in cassa integrazione «e temiamo che questi...
TERAMO. I sindacati vedono un futuro buio. L’allarme è di Fiom Cgil e Fim Cisl: in provincia di Teramo sono più di 4mila le lavoratrici e i lavoratori in cassa integrazione «e temiamo che questi numeri possano riconfermarsi allo scadere del blocco dei licenziamenti se le istituzioni non si mettono in campo, al più presto, idee di politiche industriali capaci di salvaguardare il territorio, e anzi di rilanciarlo, perché il nostro è un territorio ricco di esperienza, capace di attrarre investitori, a cui però manca una direzione e un’idea di politica industriale. Tante sono le vertenze aperte, come Atr, Veco e Betafence, e tante altre si presenteranno quando il blocco dei licenziamenti terminerà (e chissà quante altre ce ne saranno laddove i lavoratori non sono rappresentati)».
I sindacati parlano della Veco di Martinsicuro, i cui lavoratori - che hanno una età media di circa 55 anni - «stanno aspettando da circa un anno l’avvio di percorsi formativi, promessi dalla Regione, per la riqualificazione professionale e il reinserimento al lavoro». E aggiungono che «far ripartire il sito industriale è possibile». Per la Betafence di Tortoreto si è in attesa del tavolo regionale in cui l’azienda presenterà il “piano sociale”. Per la Atr di Colonnella «nella lunga attesa di capire cosa vogliano fare i curatori fallimentari per salvaguardare i livelli reddituali dei lavoratori, stiamo aspettando che la Regione convochi un tavolo con le parti sociali per attuare un percorso di rilancio».
E poi l’area di crisi complessa Vibrata-Tronto: «una pioggia di finanziamenti che purtroppo non sono stati utilizzati fino in fondo. Sarebbe opportuno chiedersi perché, se per la complessità del meccanismo o per lo scarso impegno delle istituzioni. Pensiamo, tuttavia, che si possa migliorare, per prima cosa rimodulando il residuo degli importati stanziamenti per renderli accessibili e realmente utilizzabili, poi anche prorogandone la permanenza. Stanziamenti che rispondono ad un accordo di programma che ha tra gli obiettivi primari gli investimenti nel territorio e l’occupazione, e che consente anche l’ampliamento gli ammortizzatori sociali», osservano i sindacati i quali temono che « il mancato impegno dimostrato fino ad oggi da parte delle istituzioni possa condizionare anche i futuri finanziamenti europei del Recovery fund». I sindacati tornano a chiedere che la Provincia di Teramo «rimetta in piedi un servizio scomparso anni fa, quello delle Relazioni industriali, il cui scopo non è solo quello di gestire le crisi industriali del territorio, ma di essere di supporto alle aziende che insistono sulla nostra provincia». E chiedono per il 2021 di «creare subito un tavolo di crisi industriale per ripensare una provincia e un territorio che ripartano dalle politiche del lavoro».

