L’ambasciata: «Assistiamo Di Gregorio»

10 Marzo 2024

Il falegname rosetano accusato di aver ucciso un imprenditore a Cuba è in un centro di detenzione in attesa del processo

ROSETO. È in un centro di detenzione cubano il 56enne falegname rosetano Rolando Di Gregorio arrestato con l’ accusa dell’omicidio dell’imprenditore calabrese Francesco Sciammarella.
Al momento l’artigiano è in un centro di detenzione a Las Tunas, così come confermano dall’ambasciata italiana di Cuba che sta fornendo assistenza all’uomo. «Gli sono stati forniti tutti i medicinali e altro di cui ha bisogno», dice un funzionario dall’ambasciata, «siamo in contatto con la Farnesina e con i familiari e al momento gli è stato assegnato un avvocato cubano che lo seguirà in questi giorni, in attesa del processo». E i tempi non si annunciano brevi perché le indagini sull’accaduto proseguono. Secondo una prima ricostruzione, l’abruzzese avrebbe chiesto a Sciammarella un prestito di 500 euro e quando quest’ultimo ne ha chiesto la restituzione si sarebbe sentito opporre un rifiuto. Ci sarebbe stata una lite tra i due scoppiata nella ditta di Sciammarella con l’imprenditore che, secondo la versione fornita dallo stesso rosetano, sarebbe caduto a terra sbattendo la testa. L’autopsia, disposta dalle autorità cubane, ha invece stabilito che la morte è stata causata da un colpo alla testa dato con un oggetto contundente. L’artigiano rosetano vive sei mesi a Cuba per lavoro e i restanti sei mesi li trascorre a Scerne di Pineto con la famiglia.
Al momento la moglie si sta organizzando insieme a uno dei due figli per raggiungere il marito sull’isola caraibica sta cercando un avvocato di fiducia.
Anche il fratello di Rolando, Giannino, è in apprensione per le condizioni di Rolando e si augura che la situazione possa essere chiarita e che le istituzioni facciano di tutto per riportarlo in Italia.(l.v.)
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