L’ambasciatore italiano tratta per Liberati

Idra Q, il diplomatico è in Gambia per cercare di liberare il motorista. Intanto San Benedetto si mobilita
MARTINSICURO. Svolta nella questione di Massimo Liberati, ufficiale di macchine della motobarca Idra Q. da quattro mesi trattenuto in Gambia. L’ambasciatore italiano in Senegal è arrivato ieri a Banjul ed ha iniziato una serie di incontri per occuparsi direttamente della vicenda.
Ha già parlato con il marittimo marchigiano e oggi dovrebbe incontrare il ministro degli affari esteri dello Stato africano. Una svolta che potrebbe permettere a breve a Liberati di tornare in patria. «Penso che ancora oggi», è il messaggio lanciato ieri da Liberati su Facebook, «esistono molte persone come voi che hanno sensibilità ed un cuore, per qualcuno che come me che ha dei problemi inesistenti in un Paese lontano. Grazie a tutti voi che vi siete mobilitati per la mia sorte. Io sono un semplice ed onesto lavoratore e probabilmente molti mi vogliono bene per questo grazie a tutti». San Benedetto del Tronto si muove per Massimo Liberati e lo fa nell’unico modo con cui può: con la propria voce. Così qualcuno ieri ha iniziato a rispondere all’appello lanciato su Facebook e ad esporre gli striscioni con i quali viene chiesta la liberazione del marittimo sanbenedettese. Striscioni con la scritta "Liberate Massimo". I primi a rispondere all’appello hanno fatto comparire uno striscione proprio di fronte al palazzo comunale. Altri hanno attaccato degli adesivi fuori alcuni locali, sempre con la scritta “Liberate Massimo”, una sua foto e la cartina del Gambia. Ed è prevedibile che, nelle prossime ore, in molti aderiranno all’iniziativa, vista i tanti contatti che si sono subito avuti sul network.
Dal Gambia rimbalzano alcune notizie sulla questione giudiziaria che vede da quattro mesi Liberati trattenuto in Gambia. Sembra, il condizionale è d’obbligo visto che non ci sono riscontri oggettivi, che la vicenda del motorista ripercorra quella del capitano Sandro De Simone di Silvi che sembra essersi assunto le responsabilità sulle dimensioni della rete da pesca, motivo del sequestro, e che è ripartito con la nave dopo il dissequestro il 20 maggio scorso. Per Liberati – che come motorista obiettivamente non aveva nulla a che fare con la rete – il fatto di aver negato di avere responsabilità lo ha portato ad un altro processo in separata sede, davanti ad un altro giudice con i tempi che si sono allungati e di molto.
Il marittimo marchigiano da otto mesi manca da casa. Da otto mesi non può riabbracciare moglie e figlio. Intanto, la Idra Q. è ancora ormeggiata nel porto di Dakas, in Senegal, dove la Italfish ha una base operativa e non ci sono notizie certe se gli altri due membri italiani della barca, il capitano Sandro De Simone e il nostromo Vincenzino Mora di Martinsicuro siano ancora a bordo per effettuare dei lavori o siano nel frattempo rientrati in Italia.
Sandro Di Stanislao
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