l’amministrazione pretende i canoni finora mai versati

8 Marzo 2019

Ci sarà un regolamento apposito per le società di servizi che sfruttano il suolo pubblico. Per l’occupazione del sottosuolo o di aree in superficie per il passaggio di condotte e cavi delle reti di...

Ci sarà un regolamento apposito per le società di servizi che sfruttano il suolo pubblico. Per l’occupazione del sottosuolo o di aree in superficie per il passaggio di condotte e cavi delle reti di distruzione elettrica, idrica, di gas o di internet le compagnie che ne sono titolari devono versare il cosiddetto ‘canone non ricognitorio’. «Il Comune lo ha adottato dal 2012», spiega il sindaco Gianguido D’Alberto, «ma finora è rimasto inapplicato». Le società in pratica non pagano, anche sulla scorta di pronunciamenti della giustizia amministrativa contrari ad alcune delle forme di applicazione del canone. L’amministrazione comunale, però, non intende rinunciare a priori a questo potenziale introito. «L’importo va calcolato non tanto sullo spazio occupato per il passaggio della linea aerea o sotterranea», fa notare il primo cittadino, «ma sul guadagno derivante per la società che la installa». Senza la collaborazione della compagnia interessata, dunque, non è facile per gli uffici determinare il canone. La determinazione della somma da richiedere, dunque, potrebbe derivare dall’utenza raggiunta dal servizio. Al di sotto di un numero minimo di utenti verrebbe applicata una quota standard, destinata a crescere con l’aumento dei clienti raggiunti dalla società di distribuzione. Il calcolo e l’applicazione del canone sulla base di questo criterio sarebbero più agevoli. Restano da verificare alcuni aspetti legali, per cui il Comune tratterà a parte l’applicazione della quota. Sarà dunque adottato un regolamento specifico, adeguato alla giurisprudenza esistente. (g.d.m.)