L’analisi del centrodestra: «Il nostro errore? I tempi»

17 Maggio 2023

Tancredi: «Ora però non buttiamo via quanto costruito, torniamo sul territorio» Gatti: «La fragilità dei partiti d’area si risolve solo con un lavoro di lungo periodo»

TERAMO. Il tempo è stato fra i fattori decisivi per la sconfitta del centrodestra. Su questo aspetto le varie anime della coalizione a sostegno di Carlo Antonetti sono d'accordo. La delusione è evidente e nessuno la cela, a partire da Paolo Tancredi, coordinatore di Noi Moderati che ha messo in campo una lista insieme a Forza Italia ottenendo l'elezione in consiglio comunale di Mario Cozzi. «È mancata organizzazione e la tempistica è stata sbagliata: siamo arrivati tardi con un progetto che evidentemente non siamo riusciti a far passare agli elettori», commenta Tancredi, riconoscendo come l'aver stretto il cerchio attorno a un candidato sindaco poche settimane prima del voto sia stato un errore che ha penalizzato tutti. Che D'Alberto godesse di un significativo consenso era chiaro ma «lo pensavamo più debole, pur consapevoli che i sindaci uscenti partono sempre con un certo vantaggio. Ma ora non è il momento di cercare colpe, perché la colpa della sconfitta è di tutti», prosegue Tancredi, «adesso non dobbiamo buttare a mare ciò che è stato fatto, anzi dobbiamo partire da quanto costruito e guardare avanti sia in termini di opposizione in consiglio comunale che di presenza sul territorio. Va aperto un dialogo con Maria Cristina Marroni e bisogna tornare sul territorio, da dove i partiti sono scomparsi. Bisogna essere presenti e partecipativi, un gruppo valido ora c'è sia dentro che fuori dal consiglio comunale», conclude Tancredi ringraziando Antonetti per «l'entusiasmo e la generosità che ha portato».
Nazario Pagano, coordinatore di Forza Italia, sostiene che per Teramo «va tenuto in considerazione il ritardo nella scelta del candidato da parte della coalizione rispetto a un avversario avvantaggiato in quanto sindaco uscente: a D'Alberto le mie congratulazioni». Secondo la Lega «bisognerà aprire una riflessione: non ci aspettavamo queste percentuali», dice la coordinatrice comunale Arianna Fasulo che sottolinea l'impegno dei candidati della lista e del rispetto verso la scelta di coalizione. Alle voci che vogliono franchi tiratori fra le fila leghiste replica: «Non è stato così, i numeri raccontano di come siamo stati la lista con il minor dato di voto disgiunto», aggiunge, ritenendo che i ritardi accumulati sulla scelta del candidato sindaco siano stati deleteri. «Noi avevamo proposto Quaresimale. Non c'è stata convergenza e i tempi si sono ulteriormente dilatati: su questo si dovrà ragionare», conclude. Per Fratelli d'Italia «anche se il risultato delle urne non è stato quello auspicato, certamente il nostro progetto politico non finisce qui, continueremo il nostro lavoro convinti più di ieri che esiste una Teramo più dinamica», dicono i coordinatori provinciale e comunale Marilena Rossi e Maurizio Di Sabato.
Il leader di Futuro In Paolo Gatti commenta: «Il tempo perduto da settembre a febbraio e qualche incidente di percorso come quello delle provinciali, che ci è costato il 7 per cento preso dalla lista di D'Angelo al Comune, sono stati determinanti. Colpa mia perché mi sono tirato indietro? Chi dice questo provasse a togliere i 4.061 voti presi da Futuro In e vediamo cosa rimane della coalizione. Il punto è che la narrazione dell'amministrazione uscente ha fatto presa, su questo non c'è dubbio. Ora saremo vigili e attenti affinché questa narrazione finalmente si traduca in realtà. Giusto fare i complimenti e gli auguri di buon lavoro ai vincitori, poi mi sia consentito di rivendicare con orgoglio il risultato straordinario di Futuro In. Mi dispiace per Antonetti, sarebbe stato bello andare al ballottaggio, ma mi godo quanto ottenuto con i miei splendidi 32 candidati, che ringrazio. La fragilità dell'area partitica di centrodestra? Si può risolvere solo con un lavoro di lungo periodo».(v.m.-d.v.)
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