L’Anas taglia i lecci sulla Statale e sui social fioccano polemiche

22 Novembre 2018

SANT’OMERO. La “x” apposta sui tronchi degli atavici lecci che costeggiano la Ss 259 dal confine con Nereto fino a trecento metri circa dal bivio per Sant’Omero era la dichiarazione di morte degli...

SANT’OMERO. La “x” apposta sui tronchi degli atavici lecci che costeggiano la Ss 259 dal confine con Nereto fino a trecento metri circa dal bivio per Sant’Omero era la dichiarazione di morte degli alberi secolari che vegetano lì dai primi del Novecento, quando venne realizzata la strada che collegava la costa vibratiana con l’interno fino a Maltignano, in provincia di Ascoli Piceno. L’Anas, come era stabilito nel piano d’intervento manutentivo, ha proceduto a tagliare alla base i lecci “aprendo” al paesaggio agreste ma scatenando pure a livello social una ridda di polemiche. A Sant’Omero molti stanno verificando se esista o meno un regolamento che preveda la piantumazione di un numero di alberi del triplo per ogni esemplare abbattuto. Vedremo. Il taglio nasce dall’esigenza della messa in sicurezza del tratto stradale sul quale l’Anas dovrebbe rifare gli asfalti, ridisegnare la segnaletica e forse procedere all’ampliamento della carreggiata. Il progetto di riqualificazione avviato dalla Provincia di Teramo e mai concluso, che dovrà ora essere portato a termine dall’Anas, prevede proprio il taglio di alberi e il rifacimento degli asfalti, che a breve subirà lo stop per via dell’abbassamento delle temperature. Il taglio di alberi è previsto anche a Corropoli, questa volta dei pini che già a suo tempo vennero censiti perché malati, storti e quindi pericolosi oppure secchi. Nel frattempo, il taglio dei lecci a Sant’Omero diventa oggetto di discussione popolare perché ci si domanda se questa strage di alberi si poteva evitare. (a.d.p.)