L’Ance: all’Usr servono più tecnici, non impiegati

24 Novembre 2018

TERAMO. «La responsabilità dell’organizzazione dell’Ufficio speciale per la ricostruzione è della Regione». Ad evidenziarlo è Raffaele Falone presidente dell’Ance, l’associazione dei costruttori...

TERAMO. «La responsabilità dell’organizzazione dell’Ufficio speciale per la ricostruzione è della Regione». Ad evidenziarlo è Raffaele Falone presidente dell’Ance, l’associazione dei costruttori edili. Secondo lui i pur apprezzabili sforzi del sottosegretario regionale con delega alla ricostruzione Mario Mazzocca, che è arrivato a minacciare le dimissioni per ottenere il rinforzo dell’organico dell’Usr, non hanno prodotto risultati apprezzabili. L’ufficio che gestisce le pratiche per il ripristino delle abitazioni rese inagibili dal sisma continua a essere sottodimensionato e soprattutto squilibrato nel rapporto tra dipendenti amministrativi e tecnici.
Per l’Ance si tratta di un «errore di programmazione a cui bisogna mettere riparo» con l’inserimento di personale esperto e preparato nella valutazione dei progetti di recupero e dei costi stimati. L’associazione torna anche a denunciare il ritardo nei pagamenti alle imprese che hanno realizzato lavori in somma urgenza nella doppia emergenza di terremoto e neve nel gennaio del 2017. «Molte di quelle aziende ancora oggi non sono state pagate», rileva Falone, «a conferma che la credibilità delle istituzioni pubbliche non si afferma con gli annunci ma con atti concreti che ci aspettiamo vengano compiuti rapidamente». L’associazione si dice pronta a lottare ancora al fianco delle imprese contro quelle che definisce distorsioni del sistema. «Alle aziende, ai tecnici, alle famiglie ed a tutti coloro che hanno a cuore il bene del territorio, interessa l’avvio concreto della ricostruzione ed il ritorno alla normalità», insiste il presidente, «prima che interi paesi si spopolino definitivamente con danni incalcolabili per tutti».
Il rischio, secondo lui, è che la gestione dell’emergenza post sisma si trasformi in terreno di scontro politico in vista delle regionali, dimenticando l’esigenza di una piena collaborazione istituzionale. «Nessuno può infatti negare che l’auspicio maturato due anni fa era quello di riportare prima possibile le famiglie nelle proprie case e le aziende di nuovo produttive almeno per i danni lievi», conclude, «ma tutto ciò non è successo e questo è una dato di fatto». Falone, però, deve incassare la reazione degli Ordini di architetti e ingegneri alle sue affermazioni sull’impreparazione dei tecnici che presentano i progetti all’Usr contribuendo a ritardare le procedure. Per i presidenti Raffaele Di Marcello e Agreppino Valente si tratta di valutazioni arbitrarie. «I tecnici che oggi presentano le pratiche hanno già lavorato dopo il sisma del 2009 con egregi risultati ed hanno pertanto acquisito, senza ombra di dubbio, esperienza specifica in materia di ricostruzione», affermano, «gli stessi si operano in altre regioni colpite dal sisma 2016 senza riscontrare problematiche del tenore di quelle teramane o abruzzesi». (g.d.m.)
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