L’Ance: «Lesioni gravi solo al 4% degli edifici»

L’associazione dei costruttori edili invita ad evitare inutili allarmismi e si dice contraria ai Musp: «Ci sono 400mila euro per gli edifici scolastici»
TERAMO. «Bando agli allarmismi, il patrimonio immobiliare del Teramano è solido, solo il 4% degli edifici risulta danneggiato in maniera seria. È grave invece il ritardo nella creazione di un Ufficio speciale per la ricostruzione, l'Abruzzo ad oggi è l'unica regione del centro Italia, fra quelle colpite dal sisma, ad esserne sprovvista». Così si espressa l'Ance provinciale, per voce del suo presidente Raffaele Falone, nella conferenza stampa convocata ieri mattina. L'associazione dei costruttori edili ha preso posizione anche sull'edilizia scolastica del capoluogo esprimendo la propria contrarietà all'utilizzo dei Musp (i moduli ad uso scolastico provvisori): «Questi spostamenti urbanistici avrebbero ripercussioni negative sulla città e il tessuto sociale, meglio organizzare un serio piano di emergenza partendo dalla verifica dell'agibilità delle scuole presenti».
L'Ance ha preso in considerazione le zone a più alto rischio sismico della regione, quelle riguardanti le zone classificate 1 e 2 con l'esclusione quindi della zona 3 corrispondente generalmente alla costa, e ha stimato che in provincia di Teramo, su 70mila immobili presenti, solo il 4% abbia ricevuto lesioni gravi. «Hanno avuto danni le case con problemi strutturali, quelle realizzate in maniera adeguata invece hanno retto», ha sottolineato Falone.
Dati imbarazzanti invece sulla ricostruzione post sisma 2009. In base a un dossier presente anche sul sito dell'associazione, considerando i comuni del cratere (che non comprende Teramo città) ed escludendo il capoluogo aquilano, dopo otto anni nella ricostruzione privata sarebbero stati spesi solo il 7% dei fondi a disposizione, rendendo abitabili appena il 20% delle abitazioni giudicate inagibili dopo il terremoto. Nella ricostruzione pubblica invece solo l'11,4% degli interventi è stato portato a termine e fra gli otto comuni del Teramano presenti nel cratere appena la metà ha adottato un piano di ricostruzione. Arsita, Colledara, Penna Sant'Andrea e Tossicia risultano ancora latitanti. «Urgente poi creare un ufficio speciale per la ricostruzione con personale competente. E soprattutto realizzare uno sportello per il pubblico per fornire informazioni corrette non solo ai privati cittadini, ma anche ai tecnici. Ad esempio credo che in pochi siano a conoscenza del fatto che il prossimo 13 febbraio scadrà l'ammissione di richiesta di contributi per gli immobili con danni lievi, quelli definiti dalle categorie B e C, che danno luogo a inagibilità temporanea. La pratica è da depositare al Genio civile», ha spiegato il presidente Ance Teramo.
E sul capitolo scuola l'Ance invita a non indugiare e a non ragionare di pancia: «Cosa aspettiamo, non tutte le scuole sono inutilizzabili, si proceda subito all'analisi statica e strutturale degli edifici, e soprattutto evitiamo reazioni emotive. Ci sono 400mila euro per mettere in sicurezza gli istituti, partiamo con una verifica seria, una programmazione urgente».
Emanuela Michini
©RIPRODUZIONE RISERVATA

