L’Ance: prima decidiamo cosa farne e poi investiamo

TERAMO. Il tavolo istituzionale per il recupero dei contenitori urbani dismessi trova il pieno sostegno dell'Ance. L'associazione dei costruttori edili ricorda di aver avviato vent'anni fa il...
TERAMO. Il tavolo istituzionale per il recupero dei contenitori urbani dismessi trova il pieno sostegno dell'Ance. L'associazione dei costruttori edili ricorda di aver avviato vent'anni fa il dibattito sul riutilizzo dell'ex manicomio, per cui esprime un giudizio positivo sull'iniziativa promossa dal sindaco Brucchi per ridare funzione e vita a spazi attualmente in abbandono. «Tuttavia è necessario il pieno e sollecito coinvolgimento del mondo produttivo e del sistema finanziario», osserva l'Ance, «la fattibilità di complessi interventi di recupero e rigenerazione urbana va coniugata con la sostenibilità finanziaria e gestionale». Secondo l'associazione, gli interventi di recupero riferiti a grandi superfici come nel caso dell'ex manicomio richiedono una «visione d'insieme, una solida determinazione, le migliori risorse amministrative e tecniche e un cronoprogramma granitico e senza sbavature». Si tratta, in sostanza, di «una missione ciclopica e piena d'incognite» che deve vedere affiancati gli enti pubblici e l'imprenditoria locale. «Non arriveranno risorse private per il recupero senza che sia chiaramente identificabile il progetto di riutilizzo e chi gestirà gli edifici», fa notare il presidente provinciale dell'Anci Vittorio Beccaceci, «la politica ha un ruolo chiave di programmazione e di indirizzo, oltreché di assicurare tempi certi ai procedimenti autorizzatori, mentre deve lasciare agli imprenditori la possibilità di esprimere idee, proposte, progetti di qualità e capacità realizzativa in grado di assicurare la concreta fattibilità degli interventi e la loro sostenibilità». È necessaria, dunque, una programmazione pluriennale degli interventi che tenga conto della «dinamica del mercato cittadino», senza trascurare la possibilità di «demolire quegli edifici pubblici privi di alcun pregio, tecnologicamente obsoleti e fonte continua di costi di manutenzione» (g.d.m.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA

