L’Api: illegittime le rielezioni alla Camera di commercio
TERAMO. La governance della Camera di commercio torna nel mirino del presidente dell'Api, Alfonso Marcozzi, che ritiene sia "illegale" il quarto mandato del presidente Giandomenico Di Sante e di...
TERAMO. La governance della Camera di commercio torna nel mirino del presidente dell'Api, Alfonso Marcozzi, che ritiene sia "illegale" il quarto mandato del presidente Giandomenico Di Sante e di tutta la giunta camerale. L'affondo di Marcozzi in rappresentanza dell'associazione piccole e medie imprese arriva dopo una serie di richiami già formulati all'ente camerale e fatti sulla base di sentenze che secondo il presidente Api costituiscono validi precedenti. Il richiamo è a una sentenza del Tar di Reggio Calabria, confermata anche dal Consiglio di Stato, che ha disposto l'annullamento degli atti prodotti dal consiglio della Camera di commercio di Reggio ritenendo illegittima la rielezione di Lucio Maria Dattola che aveva già svolto tre mandati. Per Marcozzi c'è un decreto legislativo del 2010 che vieta il quarto mandato e dunque il rischio di annullamento sarebbe concreto anche per gli atti dell'ente camerale di Teramo a firma del presidente Di Sante, ma anche del suo vice Gloriano Lanciotti.
Le contestazioni non si fermano al prolungamento del mandato, ma si dirigono anche verso il procedimento amministrativo seguito dal segretario generale della Camera di commercio per nominare un legale in grado di formulare un parere sulle obiezioni mosse dall'Api. Secondo Marcozzi l'incarico sarebbe stato affidato senza procedure comparative, e senza aver determinato preventivamente durata, oggetto e compenso della collaborazione professionale.
Marcozzi, al termine di una conferenza stampa, sposta infine il tiro sul problema dell'accorpamento della Camera di commercio di Teramo all'Aquila. «Un problema su cui continua l'assordante silenzio dei vertici camerali locali», dice Marcozzi, che prosegue: «Nulla trapela all'esterno dell'unificazione degli enti camerali, ammesso che a Teramo i consiglieri dell'ente se ne stiano occupando. L'auspicio è che siano capaci almeno di far percepire che la Camera di Commercio di Teramo ha una sede di proprietà e che bisogna evitare che all'Aquila se ne costruisca un'altra. Bisogna chiudere una partita che è durata fin troppo».(m.d.t.)
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