L’App per far incontrare chi vuole fare le stesse cose

1 Ottobre 2015

TERAMO. Sono tre giovani teramani le menti che hanno ideato WeFling, una piattaforma online con relativa app per cellulare, nata per mettere in contatto e far incontrare le persone con passioni e...

TERAMO. Sono tre giovani teramani le menti che hanno ideato WeFling, una piattaforma online con relativa app per cellulare, nata per mettere in contatto e far incontrare le persone con passioni e desideri comuni. Il 25enne Aldo Xhango e i 33enni Fabio Patriarca e Daniele Sperandio hanno fondato la startup omonima con sede a Morro D'Oro, collezionando in pochissimo tempo dei buoni risultati, a cominciare dalla vittoria nella competizione "SpeedAp 2015", tenutasi il 25 settembre a Grottammare.

I tre ragazzi, provenienti da studi universitari e lavori nel settore economico e commerciale, hanno presentato il progetto davanti ad una platea di investitori, istituti finanziari ed imprenditori, emergendo tra gli altri concorrenti in gara. Pochi giorni dopo il lancio ufficiale di WeFling, avvenuto il 16 maggio scorso, l’applicazione per smartphone è stata selezionata tra le migliori nuove proposte dell’App Store, il negozio virtuale degli utenti Apple. La piattaforma online WeFling, che ora mira ad espandere la propria base di utenti dall'Italia all'Europa, utilizza due strumenti in particolare: i "Fling", ovvero degli appuntamenti o degli eventi creati dagli utenti con poche informazioni su data ora e luogo, visualizzabili su una mappa interattiva; e la "Whishlist", una lista di desideri o cose da fare almeno una volta nella vita. La filosofia alla base del progetto è quella di avvicinare i "flingers", permettendo alle persone con gli stessi desideri o la stessa passione di poter entrare in contatto tra loro per realizzarli. Per il logo della startup, i tre giovani hanno scelto l'origami della gru giapponese, ispirandosi alla storia di Sasaki Sadako. La ragazza, vittima della bomba atomica di Hiroshima, si ammalò di leucemia. Durante il suo ricovero in ospedale fece quanto narrato in una leggenda del suo paese natio: creò 1000 gru di carta perché sperava di veder realizzato un desiderio, quello della guarigione.(c.d.g.)

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