L’appartamento del boss mafioso diventa la Casa della legalità

16 Aprile 2022

L’alloggio di via Molinari ospita una biblioteca aperta a tutti e uno sportello per il servizio di patronato Nasce da un patto di collaborazione tra il Comune e varie associazioni ambientaliste e del sociale

TERAMO. Restituire nuova vita a un immobile appartenuto alla criminalità organizzata e metterlo a disposizione della città. E’ nata la Casa della legalità e dell’ambiente “Piano B”, che è stata presentata ieri mattina in una conferenza stampa e oggi alle 18 apre le sue porte in via Molinari 2 per l’inaugurazione.
A gestire e usufruire dell’appartamento che negli anni ’90 fu confiscato dal tribunale di Palermo a un affiliato della mafia e affidato al Comune di Teramo sono le associazioni Arci, Wwf, Mountain Wilderness e Guardie ambientali (Gadit) grazie a un patto di collaborazione con l’ente comunale per un dialogo costante e costruttivo con le altre associazioni del territorio, i cittadini, la scuola, le istituzioni e l’università che porterà alla promozione di eventi e laboratori.
Lo spazio, che è stato chiuso per dieci anni, ospita il centro documentale ambientale del Wwf “La Gramigna” con 2mila volumi che possono essere consultati e uno sportello dell’Arci che garantisce il servizio di patronato tre giorni a settimana grazie all’accordo con l’ente di patronato Epasa-Itaco. «E’ il primo patto di collaborazione che si fa a Teramo tra il Comune e più associazioni», ha detto Dante Caserta del Wwf alla presenza anche di Massimo Fraticelli per l'associazione ambientalista, «il Comune ha apprezzato il nostro progetto e siamo felici dello spazio che ci è stato affidato, un traguardo importante».
Caserta ha ricordato come in Italia vengano commessi quattro reati ambientali ogni ora: «Il fine del progetto è quello di promuovere la legalità e la sostenibilità ambientale: il nome “Piano B” non è casuale, ma indica come l’appartamento abbia avuto la possibilità di rinascere dopo essere stato strumento della criminalità organizzata». «Per il pianeta non esiste un piano B, ma abbiamo potuto dare un’altra chance a questo posto fisico», ha aggiunto Giorgio Giannella dell’Arci, « con un progetto innovativo che lo ha fatto diventare un centro culturale dove, con la collaborazione delle associazioni del territorio e l’attività comunale, daremo vita a una serie di attività e di eventi che coinvolgeranno la città». Un traguardo importante anche per l’amministrazione comunale di Teramo presente con il sindaco Gianguido D’Alberto e con l’assessore Valdo Di Bonaventura. «È il primo patto di collaborazione per Teramo e a livello regionale che permette non solo di concedere una sede, ma di investire in un progetto per il quale ringrazio le associazioni promotrici, e di riempirlo di contenuti», ha spiegato D’Alberto, «il patto si riempie di un valore straordinario di legalità e tutela ambientale e arriva a ridosso del mese di maggio che è simbolicamente il mese della legalità e della commemorazione quest'anno del trentennale della strage di Capaci. La mafia va combattuta ovunque a partire dalla politica».
Il primo cittadino teramano ha poi ricordato altri due importanti progetti: «Un altro patto di collaborazione verrà stipulato per la scuola Carlo Febbo di San Nicolò che stiamo riqualificando e che sarà affidata alle associazioni del posto e abbiamo partecipato al bando dei fondi Pnrr per riqualificare un altro immobile confiscato a Villa Tofo e destinarlo ai minori non accompagnati».
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