L’appello di 70 teramani: «Subito nuovi rilievi»

TERAMO. Se alunni, genitori e personale del Delfico sono mobilitati in vari modi per chiedere la riapertura della scuola, a loro sostegno si è creato in città un vasto movimento di opinione. Lo...
TERAMO. Se alunni, genitori e personale del Delfico sono mobilitati in vari modi per chiedere la riapertura della scuola, a loro sostegno si è creato in città un vasto movimento di opinione. Lo conferma la lettera-appello che un gruppo di 70 persone, che si definiscono «professionisti, docenti e artisti teramani», ha deciso di inviare alle autorità preposte (prefetto, presidente della Provincia, Procuratore capo, sindaco e vertici dell’Ufficio speciale ricostruzione) «per sollecitare», si legge in una nota di accompagnamento, «l'annullamento del provvedimento di chiusura a tempo indeterminato del Delfico. La fretta dell'emergenza rischia di far concentrare tutte le attenzioni su modeste soluzioni alternative che alternative non sono. Perché nulla davvero può sostituire, in questo momento, il complesso del Delfico e quello che esso rappresenta. Invece di pensare a contenitori prefabbricati sostitutivi, sarebbe il caso di concentrarsi bene e subito, sia sotto l'aspetto amministrativo- giuridico, sia sotto quello tecnico, per individuare le soluzioni più idonee (sicurezza compresa) per consentire la riapertura del Delfico. Non possiamo permetterci il rischio di una diaspora, perderemmo una generazione di giovani, fondamentali per il nostro futuro».
I 70 firmatari invitano i media «a dare larga diffusione all'appello in modo da consentire la sottoscrizione a tutte le categorie (studenti, famiglie, docenti, commercianti) toccate duramente e direttamente da una decisione improvvida. Nascondersi dietro al rispetto freddo di una norma o di una legge, senza valutarne a pieno gli esiti, apre le porte a un altro rischio: quello di innescare una catena di denunce per decine e decine di fabbricati – pubblici e privati – che non rispettano indici prefissati a tavolino. L'invito è quello di riflettere, prima di gettarsi nell'agone di nuove costruzioni, spendendo risorse che potevano meglio essere utilizzate attraverso manutenzioni appropriate dell'esistente. Salviamo il Delfico per salvare Teramo!».
Il passaggio determinante della lettera è un suggerimento procedurale alle istituzioni: «Al fine di fornire ogni ulteriore rassicurazione sullo stato di sicurezza del complesso, vengano effettuati con urgenza tutti i rilievi e interventi tecnici necessari per definire in maniera incontrovertibile lo stato di assoluta stabilità, adeguata antisismicità e utilizzo in sicurezza, affidandone l’esecuzione a soggetti di alto profilo, riconosciuta competenza ed esperienza, in modo da: a) stabilire con urgenza la tipologia degli interventi da effettuare, valutare il livello di invasività e i tempi richiesti; b) affidare con urgenza progettazione e realizzazione degli interventi a una società di provata esperienza, qualificata ed attrezzata per poter eseguire in tempi rapidi e certi le opere, assicurando l’alta qualità dell’esito».(d.v.)

