L’appello di Brucchi lascia freddi gli ex alleati

16 Giugno 2017

L’invito a ritrovare l’unità della coalizione non convince. Micheli: «Questa maggioranza non ha più niente di destra»

TERAMO. L'appello all'unità del centrodestra lanciato dal sindaco Maurizio Brucchi è accolto con freddezza tra gli ex alleati di maggioranza. Sul tavolo politico proposto dal primo cittadino per la scelta del suo successore e ricompattare la coalizione in vista delle prossime elezioni, che a scadenza naturale dovrebbero tenersi tra due anni, continua a pesare l'ombra della crisi in Comune. «Prima il sindaco deve risolvere i problemi della sua maggioranza», sottolinea Raimondo Micheli, consigliere e coordinatore comunale di Fratelli d'Italia-Alleanza nazionale, «che di destra non ha più nulla in quanto formata da Forza Italia e da una serie di liste civiche». Il confronto politico sulle future alleanze, insomma, non può prescindere dal superamento dell'attuale dissenso interno allo schieramento uscito vincitore dalla tornata elettorale del 2014. «Chi parteciperebbe a un laboratorio politico con la situazione che si è creata in Comune?», domanda il rappresentante di Fdi-An. «È chiaro che va risolta quella e poi eventualmente discussa una prospettiva nuova». Micheli precisa comunque che il dialogo tra i partiti di centrodestra non si è mai fermato. «Un tavolo politico già c'è», spiega, «ha lavorato per le recenti elezioni amministrative e continuerà a farlo». Più convinto dalla proposta del sindaco è il consigliere regionale di Ncd Giorgio D'Ignazio. «È una buona iniziativ»", spiega, «ma perché risulti efficace Brucchi deve chiamare a raccolta tutti». Il consigliere ritiene fondamentale un'altra condizione per la riuscita dell'operazione. «Il confronto dev'essere vero», rileva, «le questioni aperte vanno chiarite fino in fondo». Solo così, insomma, si potrà ricostruire un'alleanza solida e vincente che consentirà al centrodestra di restare al governo della città. Queste premesse sono lontane anni luce rispetto alla posizione critica di "Al centro per Teramo" soprattutto dopo il consiglio di martedì in cui, nonostante i toni sfumati di Guido Campana, il capogruppo Angelo Puglia non ha risparmiato bordate al sindaco. «Agitare lo spauracchio del commissariamento significa tentare di scaricare le responsabilità sugli altri», ribadisce il consigliere della lista civica che fa capo a Mauro Di Dalmazio, «ma di sicuro non si può addebitare a me questo esito». Puglia precisa che l'eventuale arrivo del commissario sarà conseguenza delle scelte dell'attuale maggioranza da cui "Al centro per Teramo" ha preso le distanze più di un anno fa. Anche sulla convocazione per oggi della conferenza dei capigruppo che fisserà la data del prossimo consiglio dedicato alle interrogazioni il rappresentante della lista civica ha da ridire: «Che senso ha una seduta del genere se non sappiamo neppure chi sono gli assessori a cui rivolgere le domande?». (g.d.m.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.