L’Area marina protetta rischia di perdere i fondi europei

PINETO. Rischio paralisi amministrativa al Parco marino del Cerrano. Mercoledì scorso in fretta e furia il Cda dell'Amp “Torre del Cerrano”, in seduta straordinaria, all'unanimità ha prorogato il...
PINETO. Rischio paralisi amministrativa al Parco marino del Cerrano. Mercoledì scorso in fretta e furia il Cda dell'Amp “Torre del Cerrano”, in seduta straordinaria, all'unanimità ha prorogato il contratto del direttore del parco Stanislao D'Argenio, che sarebbe scaduto proprio lo stesso giorno. La proroga dell’incarico sarà per tutto il mese di ottobre. Il consiglio d’amministrazione dell’ente ha nel contempo lanciato l’allarme circa la stasi da parte dell’assemblea dell’Amp per il rinnovo del consiglio, necessario per pianificare il futuro. Il rischio è che senza una gestione possano sfumare gli avviati progetti comunitari e i relativi finanziamenti, concessi e da ratificare. In una nota l’attuale Cda evidenzia come i tempi siano oramai stretti: «La decisione indefettibile e urgente della proroga per D’Argenio si è resa necessaria per evitare la paralisi dell'ente in un momento molto delicato, dobbiamo consentire il normale pagamento degli stipendi dei dipendenti, la prosecuzione esecutiva di due importanti progetti comunitari, evitare il rischio di ritardi e di perdita dei cospicui finanziamenti, garantire l'assistenza tecnica all'assemblea del Consorzio, in ritardo nella ricomposizione del Cda scaduto lo scorso 27 settembre ed entrato in regime di prorogatio». I componenti del consiglio Leone Cantarini, Fabiano Aretusi, Nerina Alonzo e Pietro Palozzo hanno commentato: «Ci si augura che la proroga del direttore, dettata, oltre che dall'urgenza, soprattutto dal senso di responsabilità e di collaborazione istituzionale che ha caratterizzato il nostro operato in questi cinque anni, sia di sprone all'assemblea dell' Amp affinché provveda senza indugio a nominare il nuovo consiglio di amministrazione. Resta appena un mese a disposizione e non saremo disposti ad andare oltre questo termine».
Domenico Forcella
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